mercoledì 28 ottobre 2020

L'Ora dei Dannati - Luca Tarenzi

 Leggendo questo libro, quand'era ancora in fase di stesura, un pensiero ricorrente mi accompagnava alla fine di ogni capitolo: "Dante così non s'è mai visto".

Eppure l'Inferno in cui si muovono i personaggi è quello di Dante, preciso identico. Con i suoi orrori e le sue punizioni atroci. Solo che ora non state a sbadigliare sui banchi del liceo aspettando che suoni la campanella. E nemmeno vi interrogate sulla vita di un autore del Trecento e sulle sue schermaglie politiche. Adesso, quell'Inferno, diventa vivo e reale come solo una prosa limpida e affilata può renderlo. Il meccanismo della dannazione eterna diventa un gioco perverso e atroce, impossibile da accettare per la nostra mentalità moderna. E quei dannati, be', forse non sono innocenti, ma di sicuro sono vittime.
Vittime che si ribellano, però.
Ho assistito alla creazione di questo libro dalla prima idea all'ultima virgola, e una cosa sola posso scrivere: è il più bello che
Luca
abbia mai scritto. Se cercate qualcosa di agghiacciante che non perda un colpo a livello di ritmo, se cercate un romanzo che dimostri che la letteratura di genere È Letteratura con la L maiuscola, quando è fatta bene, questo è il libro per voi. E in quest'epoca in cui le certezze mancano, ci tocca stare chiusi in casa e tutto quello che è Arte e Bellezza non è "essenziale", fate come i dannati di
Luca
e mostrate il medio a chi vi vuole isolati, bruti, spaventati. Fatevi un favore e leggete questo capolavoro.




lunedì 13 gennaio 2020

Acqua, aria, carta

Dal Modern Spellcaster's Tarot
Update dovuta e ovviamente in ritardo, considerato che non passo da questi lidi da circa un mese. Sì, ho saltato i post di fine anno e i buoni propositi per l'anno nuovo eccetera eccetera. Non li ho scritti nemmeno su Facebook o in altri social, non ne ho nemmeno parlato, se non con le persone più vicine. In fondo, si riducono al gestire meglio il mio tempo: più cura di me stessa, più storie - da scrivere e da leggere - meno cavolate. E coltivare la speranza senza se e senza ma. Tenere a bada il mio cuore che adora mandarmi in crisi tra ansie e pastrocchi.
Ci sto provando.

Intanto, l'anno è finito bene e quello nuovo è iniziato anche meglio. Gli sconquassi del 2019 - terremoti di violenza tale da finire oltre la scala Mercalli - sono alle spalle, i  maremoti hanno devastato tutto il devastabile ma, ritirandosi, le onde hanno fatto pulizia. E sono convinta siano serviti, i suddetti sconquassi. Riparto ottimista su tante cose, cerco di non farmi abbattere da altre. La vita d'altronde adora stupirmi.
E Natale mi ha visto ricominciare a scrivere.
Il 2019 è stato un anno avaro di scrittura, infatti. Ho concluso un romanzo nel gennaio scorso, ho lavorato all'editing di Melusina che è uscito a maggio, e poi... niente. Tante idee, tante possibilità, mai il tempo, la voglia, il coraggio. Solo attese. Attese proficue, eh, in qualche caso - ci sono state novità importantissime, che vi racconterò. Ma scrivere... niente. Fino a Natale, appunto, quando, obbligandomi a prendere un po ' di vacanza dal lavoro, ho cominciato una storia nuova. Infilando poi tipo settemila battute al giorno per cinque giorni di fila.
È una storia strana, molto diversa da qualsiasi altra abbia scritto. Ma è "giusta", credo.
E non mi ero resa conto di quanto mi mancasse, scrivere. Come l'aria, come l'acqua, come il cibo, mi fa stare bene. È qualcosa di solo mio, che sa di magia. Non riesco a scrivere tutti i giorni, ora - lavoro, ovvio - ma proseguo. E vedremo.
Buon anno a tutti, fate magie.