Angelize

Il 6 novembre 2013 uscirà il mio romanzo urban fantasy Angelize, pubblicato da Fabbri Editori e presentato in anteprima a Lucca Comics & Games.

"Sporchi, bastardi, miscredenti e non-morti: se vi aspettate il solito libro sugli angeli, i protagonisti vi insegneranno un paio di cose che non vorreste sapere" - Luca Tarenzi

La sinossi ufficiale:

Essere un angelo è terribile. Non provi emozioni, non puoi toccare, mangiare, amare. Per questo molti di loro cominciano a desiderare la vita terrena per provare quello che non hanno mai sperimentato nell’eternità. Per liberarsi dalla condizione eterea hanno solo un mezzo: uccidere un essere umano che prenderà il loro posto. Un gruppo di vittime, però, non si è rassegnato a questo poco invidiabile destino e ha trovato il modo di reincarnarsi in corpi nuovi che sono una via di mezzo tra angeli e uomini.
Di nuovo sulla terra, questi angeli bastardi vorrebbero soltanto ricucire i pezzi di vite bruscamente interrotte, finire gli studi, ritrovare amori perduti. Come Haniel, privo di regole e affamato di sesso, che “indossa” ora il corpo di una ragazza. O come Hesediel, che cerca di far capire alla donna che ama che è tornato dalla morte, e che adesso è in grado di guarire da qualsiasi ferita.
Ma gli angeli “puri”, quelli che non hanno mai ceduto alla tentazione della carne, sono in caccia, armati di spada e fuoco celeste, decisi a spazzar via le abominazioni. Per sopravvivere gli “angeli bastardi” dovranno dar battaglia a forze molto più grandi di loro e prepararsi a terribili sacrifici…

Angelize su Anobii; su Goodreads; su Amazon; su Ibs
In time of need, il racconto da cui poi è nato il romanzo, è disponibile per la lettura a questo link.

A questo link trovate tutte le foto e i disegni che i lettori mi hanno inviato. Sempre nella mia pagina Facebook (pubblica, non serve che siate iscritti) trovate le foto delle presentazioni e degli eventi. Potete leggere tutti i post dedicati ad Angelize cliccando sull'apposito tag. A questo link invece la pagina dedicata alla seconda parte, Angelize II - Lucifer.

Qui un indice dei contenuti, in continuo aggiornamento:
L'uscita del romanzo, il 6 novembre 2013.
This is the day: Angelize nelle librerie + Giveaway
The day after: le vostre foto e altro ancora
Disegno di Natale ^^
Grazie a voi (ancora foto e fanart)
Gruppo di lettura sul blog Divoratori di libri

Personaggi e "prototipi" in carne e ossa:
I protagonisti: Rafael, Hesediel, Haniel
Gli angeli puri (prima parte): Mikael, Reiyel, Uriel
Alla corte della Dea: la Signora e Lucifero
Gli angeli puri (seconda parte): Elemiah e Veuliah
I mezzi angeli: Mehiel, Seheiah & gli altri
I nomi degli angeli: qualche curiosità dietro la scelta che ho fatto per i miei personaggi

Potete ascoltare la mia "colonna sonora" per il romanzo a questo link oppure su Youtube.
Le canzoni della soundtrack: Angels (Within Temptation)
The story (30 Seconds To Mars)
Feuer Frei! (Rammstein) e Unholy war (Alice Cooper)
A call to awake (the quest) (Orphaned Land)
Alza il corno (Folkstone)
Of nails and sinners (Arcturus)
Walking in my shoes (Depeche Mode)
Was it a dream? (30 seconds To Mars)
A beautiful lie (30 Seconds To Mars)
Not as we (Alanis Morissette)
Your manifesto (Elisa)
(R)Evolve (30 Seconds To Mars)
Open your eyes (Guano Apes)
Attack e The kill (30 Seconds To Mars)
A modern myth (30 Seconds To Mars)
Hurricane (30 Seconds To Mars) e un'aggiunta

Recensioni e segnalazioni (in ordine cronologico):

Angelize su Space of Entropy
Parietaria Officinalis
La Leggivendola
Castel Oricalco
Romanticamente fantasy
Segnalazione Word in Progress
Beira's Heart
Fantasy Magazine
Vlad Sandrini
Libri per passione
Emozioni d'inchiostro
Diario di una dipendenza
Mentelocale
Sognando Leggendo
NewsBiella
Sognando tra le righe
Art Litteram
Neverland
Il Giardino delle Rose
Dreaming Fantasy
Argonauta Xeno
Fantasy Planet
Le Tazzine di Yoko
Temperamente
La tana di una booklover
Gisella Laterza
Coffee and Books
Confessions of a bookaholic
Sul Romanzo
L'Eco delle Pagine
Tania Paxia
Forum Alice in Booksland (attenzione spoiler)
Draghi d'ottone e nani con la scopa
Bollalmanacco
Mondo Japan
Diario di pensieri persi
Riflessioni di I mondi fantastici
La bella e il cavaliere
Hand of Doom
LibrAngolo Acuto
The Mad Otter
Hendioke's Lair
Il Sospiro del Muflone
Elena Canedoli

Al Lucca Comics:

Angelize al Lucca Comics
Gisella Laterza
La Leggivendola

Interviste (in ordine cronologico):

Per Coffee & Books
Per La Biblioteca Infinita
Per Word in Progress
Trascrizione della presentazione on line su What Regin wants...
Art Litteram
Le tazzine di Yoko
Agave delle cose vaganti, con Luca Tarenzi
Fantasticando sui libri
Alice Chimera

Angelize su Pinterest

Dicono di Angelize & dintorni:

... be', quello che scrive Luca Tarenzi lo leggete in blu in cima al post (ma mi ha commosso anche questo). Poi:

A me Angelize è piaciuto di brutto. L’ho divorato.
L’idea di partenza mi piace un sacco. Poi già solo il fatto che il romanzo si apre con un angelo che strappa un romanzo tutto rosa e sbrilluccicumi e occhi di zaffiro vi dice che no, non sarà l’ennesima storia fotocopia con l’angelo bello e tenebroso che incanta la sua bella e ingenua mortale e passione travolgente e qualcunomiuccidaviprego.
Aislinn ha scritto un buon fantasy, che porta gli angeli a Milano, li radica nella città e nel mondo umano. E ha messo insieme una splendida storia di peccato, redenzione e identità, che non va mai dove ti aspetti, non davvero.
Perché sì, ti dà l’impressione, a volte, che voglia andare in una direzione nota, ma è un inganno, un depistaggio, non so dire se attentamente pianificato o solo fattuale.
La direzione è un’altra.
Soprattutto man mano che ci si avvicina al finale, assolutamente imprevisto e che, pur essendo concluso in sé stesso, lascia aperte tante belle domande su cosa ci aspetta nel seguito.
Con personaggi come Haniel, Rafael e Hesediel, dopotutto, nulla può andare esattamente come pensi che andrà
- Space of Entropy

Angelize è un bel libro, diverso da quello che propinano in libreria di solito.
Nel buio panorama del fantastico italiano da grande CE, finora rischiarato solo da Dimitri e Tarenzi, si è accesa un'altra luce.
Ancora qua state? Filate a comprarlo!
- Valentina Coscia

Haniel, il mio preferito, è un pazzo alcolizzato e ignaro della più minima parvenza di socialità che si ritrova incarnato in un corpo di ragazza, con sua grossa frustrazione.
Rafael è il buono della situazione: un ragazzo a modo e pieno di altruismo e virtù che non farebbe del male a una mosca, il tipico bravo-ragazzo-calato-in-scenario-infernale.
Hesediel è uno stronzo, nel senso figo E antipatico del termine. Una sorta di leader naturale e riottoso che vorrebbe solo riavere indietro la sua vita fatta di sogni di gloria, conseguenti insoddisfazioni e pacchi di presunzione, ma che finisce invece col dover organizzare una guerra.
L’aspetto migliore di Angelize è, senza dubbio alcuno, la caratterizzazione dei personaggi. Nelle diverse puntate di questa rubrica ho lodato spesso la verosimiglianza e la complessità dei personaggi di questa o quella opera, o anche solo il buon sviluppo di un personaggio partito da premesse stereotipate. Si tratta di un aspetto che trovo importante e, da questo punto di vista, Angelize è un balsamo per l’anima.
La capacità di Aislinn di tratteggiare in maniera efficace e profonda, senza tuttavia perdersi in chiacchiere, psicologie e personalità complesse e realistiche l’ho trovata in pochissimi altri autori. E’ semplicemente pazzesco come basti leggere una battuta, la descrizione di una azione o un pensiero di uno dei suoi personaggi per figurarselo davanti agli occhi, come fosse qualcuno che conosciamo personalmente.
Questo non può che far bene alla trama, visto che la consequenzialità “carattere di un personaggio” -> “agire di un personaggio” è sempre ben rispettata e con tre protagonisti così diversi fra loro (che finiscono con l’intrecciare fra loro rapporti non semplici) diventa garanzia di svariati fuochi di artificio
Al netto degli ottimi personaggi, poi, c’è la trama che è ben congegnata e gioca tutto su una rappresentazione degli angeli e delle divinità che consente all’autrice di mettere in campo una manica di bastardi come se ne vedono di rado, e una serie di piani e sotterfugi uno più subdolo, o rocambolesco*, dell’altro.
Non intendo scendere nel dettaglio, per non rovinare la storia a nessuno, ma vi basti sapere che il fatto che siano coinvolte le creazioni più alte di Dio non impedisce alla cattiveria, alla bastardaggine e al sangue di scorrere a fiumi, da ambo le parti. E la cosa bella è che l’ambientazione messa in piedi dall’autrice non fa che rendere gli angeli che squarciano a metà le persone qualcosa di assolutamente sensato! Insomma, se vi piacciono gli urban fantasy crudi, avvincenti e con angeli stronzi** è l’opera per voi
Ultima nota l’ambientazione, non nel senso delle premesse narrative e dell’impianto soprannaturale ma proprio di luogo dove si ambienta la storia. Aislinn, che milanese non è ma conosce molto bene la città, riesce a tratteggiare una Milano cupa, indifferente e con pochi sprazzi di bellezza adattissima alla storia tragica che vi ambienta
- Marco, Hendioke's Lair

Questo romanzo ha avuto ben due pregi: il primo è di farmi vedere gli angeli in maniera totalmente diversa. Il secondo farmi amare Milano.
Lo stile dell’autrice ti entra in corpo come una dose di droga tagliata benissimo. (...) Devo dire che ho letto il libro in due giorni, divorandolo, cosa che non mi capitava da anni.
Lode a te cara scrittrice, perché davvero, ero messa molto male. (...) Le relazioni sono realistiche, i dialoghi intensi. 
I personaggi, persino i più “monolitici” come Mikael hanno sfumature incredibili, in cui il loro carattere vibra elettrico sulla carta, tra le righe.
Gli occhi leggono parola dopo parola, volendone ancora, mentre le vicissitudini umane e “celesti” dei protagonisti si intersecano in temi complessi, scomodi… come lo è la vita.
Ed ecco che la figura dell’angelo, che su di me non ha mai preso, avvinghiarsi alle mie viscere con tutta la forza e l’ostinazione che non sentivo da tanto, troppo tempo. (...)
Ho amato la bellezza del rapporto tra Hani e Rafael, citando un titolo di un film di Wim Wenders: così lontani. Così vicini.
L’uno la babysitter dell’altro a fasi alterne. Rafael non riesce a dire no, eppure, nonostante cerchi in tutti i modi di salvare Hani da sé stesso, non rinuncia alla sua dignità e non si fa “sporcare” dalla completa mancanza di morale (o quasi, perché qui nulla è come sembra) dell’amico. Un rapporto denso, sul filo del patologico che si fonde alla perfezione con le crudeli note finali del loro destino.
Hani invece, beh fatica ad ammettere quanto questo rapporto gli piaccia, come una calda coperta, un comfort food d’inverno, dopo una maledetta giornata di merda!
Rafael è questo per lui. Casa. Consolazione.
Non lo ammetterebbe mai, ma senza di lui sarebbe perso. Anche se non temete, Hani è in grado di ritrovarsi sempre… in un mare di guai!
Hesendiel lui, beh… è uno stronzo. Anzi, forse anche un povero stronzo. E l’ho adorato, così vero… incapace di portare avanti relazioni, in crisi con il suo essere Angelico e il corpo che ormai è diventato lui stesso. Sembrerà Hani il più in crisi ma per me no.
Christian-Hesendiel ha un amore, Elena.
Un amore che non riesce a fare felice, non ci riusciva da umano e da vivo, ora, con un angelo anafettivo e sociopatico, a completarne la personalità beh… potete solo immaginare. 
Ma ragazzi chi ha l’amore perfetto? Quello con cui va sempre bene, a cui non bisogna mai spiegare nulla dei nostri lati d’ombra?
Beh se ce l’avete, o dite di averlo, state mentendo.
Hesendiel-Christian è un egoista e solitario. 
Lo è sempre stato… ma ora l’amore per Elena è un modo per riagganciarsi alla terra, vivere e respirare come materia.
Hesendiel non è in grado di fare il leader, e gli fa anche schifo, ma quando ti tocca lo devi fare, specialmente se c’è in ballo il tuo sedere ragazzo e quello dei tuoi fratelli.
Hai fatto un buon lavoro ragazzo, sì l’hai fatto. Ora però vedi di non montarti la testa…
Poi arriva lei la grande protagonista del romanzo: Milano. Con i suoi palazzoni, gli androni, le meravigliose chiede e il Duomo. La Milano soffusa e underground dei circoli culturali notturne.
Una Milano gotica e impensata, che mi ha fatto venire voglia di tornarci per vederla con occhi diversi.
E io non ho mai voglia di andarci… sia chiaro! - Elena Canedoli
Angelize di Aislinn mi ha mostrato come gli angeli possano essere amorevoli come una mazzata si denti - Salomon Xeno, Il pozzo e lo straniero

Il libro mi è piaciuto e, soprattutto, mi ha divertita un sacco. Ho apprezzato moltissimo il finale, decisamente inaspettato. E non posso fare a meno di chiedermi cosa comporterà il finale 'PS', visto anche che contempla un personaggio di cui si è visto poco ma che ho gradito assai (...) attendo gioiosamente il seguito.
E sì, ovviamente lo consiglio agli amanti del genere.
... anche se parlare di 'genere' è un po' azzardato.
Diciamo 'a chi sente il bisogno di angeli che sanguinano e si pestano nelle proprie giornate'. 
- La Leggivendola

Non c’è il classico eroe, non c’è l’eletto, ci sono solo tre personaggi principali, Rafael, Haniel e Hesediel su cui si concentra la narrazione. Anche le loro storie, quando erano umani e quando sono diventati ibridi, la loro morte, sono molto interessanti, coraggiose per certi aspetti. Il loro carattere, i loro atteggiamenti, questi loro retroscena li rendono dei veri personaggi, vivi, a tutto tondo. Mi è piaciuta poi molto la figura di Lucifero, davvero una bella scelta. Un’altra cosa che mi ha colpito è stata la storia generale, ben scritta e davvero interessante. Infine ho apprezzato molto il finale, certe scelte mi hanno proprio sorpreso. Poi ovviamente ho notato un miglioramento sostanziale rispetto a quello che avevo letto prima di questa scrittrice, un miglioramento netto ed evidente. Se c’è un problema con questo libro è che… è troppo corto. Volevo di più, volevo più storia, volevo che succedessero altre cose, volevo sapere di più. Insomma Aislinn sbrigati a finire il seguito che qui vogliamo sapere altre cose, vogliamo apprendere altro sulla tua Ecate e sul tuo personale pantheon di divinità e creature mitologiche. Concludendo un buon urban fantasy che va ad inserirsi nel filone dell’urban fantasy\magico italiano di gente come Francesco Dimitri e Luca Tarenzi - Casteloricalco

Originale. Accattivante. Spiazzante. Questi sono gli aggettivi che userei per definire questo romanzo. Già dalla prima volta che ne ho letto la trama, questa mi aveva attirata per la sua diversità rispetto alla recente marea omogenea di libri fantasy sugli angeli. E il romanzo non è da meno.
Vorrei innanzitutto premettere che per scrivere questa recensione ho dovuto pesare per bene ogni singola parola, perché Angelize si è rivelato essere un libro così al di fuori degli schemi che ad ogni dettaglio rivelato mi sembrava di commettere uno spoiler (...) Ho apprezzato molto la versione che l'autrice ha creato del mondo teologico, con una contrapposizione tra un Dio Maschio e una Dea Femmina, con la comparsa anche di Lucifero, che non sarà affatto come lo avete sempre immaginato. Non vi dico altro a riguardo per non incappare in spoiler, scoprirete da soli/e come Aislinn ha riveduto in modo tutto suo la natura di Dio e degli angeli.
La vicenda è interamente ambientata a Milano, con descrizioni esaustive e dettagliate ma mai pesanti e sempre ben equilibrate all'interno della narrazione.
La narrazione è scorrevole e intrigante, con diversi flashback ben piazzati, che aiutano a comprendere il carattere e il modo di agire dei protagonisti.
I dialoghi sono vivaci e realistici, esattamente come sentire parlare delle persone per strada. Non ci sono battute forzate, il linguaggio è adeguato all'umore del personaggio in quell'istante, con la giusta dose di imprecazioni nei momenti di rabbia e frustrazione (che nel caso di Haniel significa quasi sempre).
In conclusione, consiglio la lettura di Angelize a tutti coloro che sono stanchi delle solite storielle zuccherose stile Twilight e cercano qualcosa di fresco e innovativo
 - Romanticamente fantasy

Questo weekend la lettura che vi consiglio (molto caldamente!) è Angelize di Aislinn, un romanzo che mi è piaciuto tantissimo e che mi ha posto di fronte a un'ardua scelta per quanto riguarda i passaggi da utilizzare come assaggio, perché ce ne sono tanti che mi sono piaciuti - Valentina, Word in Progress

Ho letto i capitoli finali tutto d'un fiato. Letteralmente. Lo ammetto, quando [il personaggio X] ha ucciso [il personaggio Y] ho sentito un tuffo al cuore, però a me il rovesciamento finale è piaciuto tantissimo! - Valentina di Word in Progress e IlquadernodiSofia - che mi ha permesso di pubblicare questo messaggio privato "depurato" dagli spoiler ^^

Aspetti positivi, primo fra tutti l'aver introdotto una Dea, particolare e inquietante figura antitetica del più noto Dio (anche se a me ha fatto un po' pensare ad una regina unseelie e alla sua corte di strane creature), affiancata da un satiro che un satiro non è... Ma coloro che mi hanno fatto davvero apprezzare il libro trovo siano i tre protagonisti principali, i mezzi angeli o meglio gli angeli bastardi Haniel, Rafael e Hesediel. Il personaggio di Haniel, ci viene presentato come uno sbruffone e nella trama addirittura come un "affamato di sesso", ma assolutamente fuorviante sia la trama sia un buon 20% del libro, io infatti mi sono trovata spiazzata dal cambiamento visto che si passa da un ragazzo divertente e fuori di testa a un problematico, tormentato e rancoroso psicopatico... ma non gli si può resistere, né alla prima versione né alla seconda; come non si può resistere a Rafael così puro, ci si affeziona a lui come se fosse un cucciolo. Il mio preferito però è Hesediel, perché trovo che sia assolutamente reale, vero e autentico, per intenderci il classico testardo egocentrico (...)
La trama si svolge interamente a Milano e le descrizioni sono esaustive e mai dispersive, in modo tale da non appesantire la lettura.
Stile di scrittura: La narrazione è molto scorrevole e lo stile di scrittura è intrigante e accattivante, i dialoghi sono molto realistici.
Consigliato a: Consiglio questo libro agli amanti del genere e a chi non ama gli angeli zuccherosi con storie d'amore controverse e passionali... ma in fondo anche a chi li ama (avrei fatto prima a scrivere tutti)
- Fufl (My Fantasy Ebook Forum)

Cosa mi sarei perso, se non avessi prima maturato stima per quest'autrice. Avrei borbottato in libreria: “Un altro mappazzone sugli angeli oggigiorno?! Ho altro da fare”. E invece.
E invece ho dato un'occhiata alla prima pagina per vedere giusto come inizia, e a tradimento l'ho finito in pochi giorni, preso in un turbine di musica chiassosa, ingiustizia e persecuzione, che sono proprio le cose che ossessionano anche me. E invece mi ritrovo per le strade di Milano, la mia Milano, con i palazzi degli anni Settanta “che si guardano in cagnesco” e passanti frettolosi sotto la cappa grigia.
È la città di un gruppo di sfigati, gabbati dagli angeli di un dio permaloso e vendicativo. Spingendo questi sfigati alla morte, gli angeli riluttanti si sono reincarnati chissà dove, lasciando loro tutto il fardello: il nome, l'identità, la missione e, si direbbe, anche la colpa. Così, aggratis. Troveresti qualcosa di più ingiusto che essere condannati e perseguiti per una colpa senza aver fatto niente? O come premio per aver cercato l'alternativa meno cruenta, da un punto di vista laico meno inaccettabile, per uscire dallo stallo di una non-condizione? (...)
Parlando di angeli il terreno di gioco è prima di tutto un campo di moralità, e le linee si tracciano intorno ai paletti di ciò che è giusto o sbagliato. Per il funzionamento stesso della trama e del motore che spinge la storia, le considerazioni morali sono un garbuglio di zone grigie per nulla banali.
Mi ha fatto un grande piacere veder trattare con rispetto, fra gli ex-umani gabbati, un giovane omosessuale: senza riflettori e senza farne un tema, lui è semplicemente così ed è normale - Vlad Sandrini

Angelize è intrigante, si arricchisce via via di particolari, evolve di pari passo con le figure che vi si muovono all'interno, con ciò che il lettore comprende e le vicende narrate. La mitologia angelica non è scontata, ma avventurosa e incalzante, poiché i suoi effetti si ripercuotono in modo diverso sui tre personaggi differenti che danno voce alla storia.
Angelize dimostra che un fantasy non deve per forza ambientarsi in terre mitiche o città esotiche e, più comunemente, americane, per attirare l'attenzione del lettore. Questi angeli, dannati dai loro simili, si rifugiano nei club milanesi e, se vogliamo fare dell'ironia, girano per le strade come anime in pena, dove il dramma più grande è preferibilmente trovare alcool, donne e divertimento, ma che di tanto in tanto si cacciano nei guai e attirano su di sé l'ira divina degli altri angeli. e quindi poi costretti a inventarsi modi per restare vivi. I puri sono davvero spietati, privi di pietà ed emozioni, el'autenticità delle loro figure nel libro è un'altra cosa che ho notato e apprezzato, e che non vorrei passasse inosservata. Come, pure, ho notato e apprezzato caratteristiche dello stile -il modo in cui vengono descritte le emozioni, senza punteggiatura, replicando perfettamente il caos che queste sanno creare quando irrompono tutte insieme- che hanno dato alla lettura quel pathos in più, quella sfumatura emozionale senza la quale, probabilmente, certi momenti, legati in particolar modo a certi personaggi -si, Haniel, sto parlando di te!-, non avrebbero reso tanto bene
- Libri per passione

è veramente fantastico, infatti finisce nella mia Best Book, ma detto questo ora vi dico nel dettaglio cosa, secondo me lo rende un ottimo regalo di Natale! (...) Le descrizioni dei personaggi le ho trovate molto articolate, particolareggiate e complete (...) i luoghi sono descritti in maniera molto esaustiva e le rivisitazioni di grandi personaggi come Lucifero o gli Angeli sono veramente fantastiche. Tutto questo rende la scrittura molto ricca, sprizzante e coinvolgente.
Solitamente i dialoghi sono il punto "debole" di molti libri, perché spesso e volentieri risultano banali e abbastanza forzati, invece l'autrice li ha resi unici, vivaci e realistici, leggendo Angelize mi è sembrato di veder prendere forma ai personaggi e sentirli parlare e muoversi. Insomma è stata una bellissima sensazione ve lo posso garantire! (...) "Ancora una una pagina e poi smetto promesso" è stato il mio motto per tutta la durata del romanzo! Addirittura ho dimenticato di andare a prendere il mio fidanzato al lavoro ahahah
In ogni caso dimenticatevi i classici angeli a cui siete abituati perché in questo romanzo nulla è come appare, nessun personaggio è scontato nemmeno nel suo più piccolo comportamento, la sorpresa e lo stupore sono sempre alla porta
- Emozioni d'Inchiostro

Angelize è un horror “brutto, sporco e cattivo”. Metal, quasi. Fisico. Sempre in movimento, sempre in marcia, sempre in fuga. In fuga dai luoghi comuni e dal già visto, in lotta – armatissimo – contro i troppi urban fantasy che hanno fatto degli angeli, creature dal fascino indubbio, ospiti alati e passeggeri di triangoli sentimentali da dimenticare dopo aver voltato l'ultima pagina. E' un'autrice italiana, ancora una volta, a mostrarci che c'è ancora tanto da dire, e tanto da osare. La giovane e talentuosa Aislinn – pseudonimo di una blogger ben nota sul web, qui al suo primo romanzo – , con una scrittura tagliente e personale, piena di salti e singhiozzi, botte e battute trionfali, ha fatto convergere nel suo esordio la passione per la musica rock ad alto volume e per gli horror vietati ai minori, per la mitologia e tutte le sfumature possibili del fantasy. Mi è piaciuta la passione, il divertimento e la vena di leggera follia che c'ho trovato all'interno (...)
L'audacia di chi scrive qualcosa di diverso, strano, inclassificabile, prima per sé stesso che per una casa editrice – sogno di tutti - a cui dare il manoscritto alle stampe: Angelize, secondo me, nasce, in primo luogo, per una voglia pazza di novità. E l'autrice mostra che, tante volte, quando i volumi riposti nel reparto fantasydelle librerie non ci acconentano più, una valida e coerente soluzione può essere il mettersi, in prima persona, all'opera. Di Aislinn e del suo primo romanzo, infatti, mi è piaciuto essenzialmente questo: il fatto che lei abbia voluto scrivere la storia che, in questo momento della sua vita, in questo momento della sua giornata, avrebbe voluto davvero leggere (...)
Flashback a fumetti, netti, violenti, aspri, aguzzi. Flashback al presente, incubi a colori. Frasi troncate, parole lacerate. Questo è quello che ho amato di Angelize. Ho amato i personaggi e la rievocazione caotica e adorabilmente sconnessa del loro vissuto e dei loro apparenti suicidi (...) Complesse le loro personalità, toccanti i rapporti che si instaurano tra loro: soprattutto, tra Haniel e Rafael. I miei personaggi preferiti. Due anime fuori posto. Haniel, improvvisamente esposto e debole, si sente, d'un tratto, come il giovane Rafael si è sentito per tutti i suoi ventiquattro anni di vita. Il loro è un rapporto toccante e controverso: un'amicizia strana che, forse, avrebbe potuto dar vita a un sentimento ancora più strano. Qualcosa che è simile all'amore. Caratterizzato da un marcato umorismo nero, da uno scenario spaventosamente originale, da un'inquietante e seducente antagonista femminile – a metà tra una trasgressiva baccante e un personaggio di True Blood, Angelize è cinico come Dogma, veloce come Legion, crudo e gratuito come I guerrieri della notte. Un ibrido interessante, un incrocio bestiale (...)
Le novità, tenute probabilmente a bada per i libri che verranno, sono palesi, però, in uno stile, che si scopre, ad ogni pagina, generoso, singolare, affascinante, assolutamente dark. Aislinn scrive un romanzo che non è per fanciulle per bene. Ma, rude e sanguinario, buio e cinematografico come lo è l'ipnotica copertina, piacerà a molti proprio per questo motivo. Scontri – rubati ai pestaggi delle gang di periferia – con tirapugni, manganelli, curiose bombe incendiarie. Chiese come campi di battaglia. Un'anima rock, fragorosa e lacerante, che, correndo insieme alla musica e alle parole lungo l'intonaco, crea larghe crepe sui soffitti e sulle volte di una cattedrale gotica, deturpando per sempre la raffigurazione di una Creazione in cui, tra il cielo e i suoi angeli celesti, è scavato l'abisso - Mr. Ink - Diario di una dipendenza

è un romanzo che parla di passioni, un romanzo che parla di angeli caduti e di uomini che diventano prima angeli e poi ibridi, ma è una grande metafora, una dichiarazione di amore per la vita in ogni suo aspetto (...) Inevitabile che le due volontà: la voglia di vivere e quella di fare rispettare la legge di Dio, vengano a confrontarsi fino ad un epico scontro finale. Il cardine del libro non sono le spade infuocate, né gli elementi soprannaturali, presenti e ben raccontati, ma la vita di Haniel, Rafael, Hesediel e gli altri semi angeli semi uomini. Cosa fareste per una seconda occasione? Cosa se esseri potentissimi vorrebbero togliervela? Lottare o trattare?
L’autrice costruisce un romanzo nel quale l’incontro con i vari personaggi, uomini ed angeli, avviene con il giusto ritmo. Non mancano i cliffhanger e tra un salto e l’altro, mentre alcune tessere trovano la loro posizione, altre vanno a formarsi.
Il tutto è ben accompagnato da una prosa capace, propria con chi sceglie le parole con la stessa cura con la quale un cuoco dosa gli ingredienti.
Gli angeli di cui parla Aislinn non sono i melanconici protagonisti del capolavoro del film di Win Wenders, ma ne condividono la natura. Sono anime innamorate del Creato, disposte a commettere un omicidio, rinunciando all’eternità pur di assaporarne l’essenza. Contro di loro, Mikael e la sua Legione, angeli puri come alla Creazione, ma orfani di un dio che gli ha abbandonati, rimasti solo con la Sua legge, la volontà, e soprattutto il potere, per farla rispettare.
Impossibile non provare empatia per i protagonisti, impossibile non soffrire con loro per una vita sospesa tra i rimpianti di quello che è stato, e che non sarà mai più e la paura, l’angoscia, che anche la loro nuova condizione sia vana; esseri dotati di grande potere, ma smarriti tra il ricordo del loro nome umano e il peso del loro nuovo nome angelico.
Attorno a loro scorre una Milano essenziale; lo sfondo nel quale si intravedono le luci delle ali ed il calore delle spade, il palcoscenico di una Guerra tra Cielo e Terra imminente.
Angelize è un romanzo da godersi fino all’ultima pagina, ma è anche il seme per qualcosa di più grande, la promessa che Aislinn fa ai lettori che hanno voglia di calarsi in un mondo nel quale gli angeli sono le ultime creature a cui inviare le preghiere delle buona notte
 - Francesco Cascione, Mentelocale

Faremo conoscenza di tutti questi personaggi interessanti e caratteristici. Protagonisti che, attraverso i loro ricordi, ci racconteranno le loro storie di vita, i sogni e le speranze infrante allo loro tragica e ingiustificata morte; consapevoli di tanti rimpianti e delle paure che riaffioreranno nella nuova esistenza. (...) Attraverso un linguaggio lineare e parimenti ben costruito, ogni singola scena ed azione, viene descritta minuziosamente, dando la giusta percezione adrenalinica e scenografica di ciò che viene narrato. Lo stesso vale per le descrizioni logistiche e soggettive, specie quando l’autrice si sofferma sui dettagli che caratterizzano i suoi particolari “angeli puri”.
Non aspettatevi il classico romanzo paranormal con un lieto fine scontato, pronto e impacchettato, ma un particolare e originale urban fantasy che rompe i soliti schemi, con un giusto epilogo che mi ha davvero emozionato e commosso tantissimo. Un testo che proprio per la particolarità criptica del suo finale, lascia ben sperare per un successivo capitolo. Io me lo auguro. In attesa di ciò, ve lo consiglio spassionatamente. Buona lettura a tutti
- Cristina, Sognando Leggendo

Coraggiosa, visionaria e "importante"; pregna di argomenti ed argomentazioni (anche) di ordine filosofico, teologico e morale e strutturato su una mitologia forte, convinta e originale che appare estremamente chiara nella mente dell'autrice. Certo, per spiegarcela a dovere e per farci "entrare" nella storia le ci vorranno diverse pagine; ma quando poi questa magia avviene si avrà la possibilità di sperimentare un Urban Fantasy straordinario, letteralmente fuori dall'ordinario, non scontato ed originale che ci riempie di orgoglio "nazionale". Non è facile imbattersi in un romanzo Urban Fantasy italiano di questo calibro e con queste note scure e disincantate.
Forse solo Luca Tarenzi con i suoi romanzi - ci viene in mente il suo Quando il diavolo ti accarezza, ambientato proprio in una Milano oscura e sanguinosa - può essere accostato al suo stile e al suo mondo da cui, forse, ha tratto ispirazione. (...)

L'autrice ci descrive un mondo in cui Dio è sparito, distrutto dalle pulsioni e dalle azioni nefande degli uomini che non credono ormai quasi più in niente e pone la presenza di una misteriosa Dea femminile, capace di grandi (ed oscuri) poteri. E' proprio lei infatti a ridonare un corpo gli angeli ibridi, ed è proprio lei ad avere accanto a se Lucifero. Sì, proprio lui... anche da Aislinn concepito come essenza del male, anche se in una maniera molto particolare e subdola e non è ancora ben chiaro il suo ruolo nello sviluppo delle cose. (...)
Rafael, Hesediel e Haniel: tre figure molto particolari e diverse tra loro, assai ben caratterizzate che intrecceranno le loro vite e le loro storie per cercare di far fronte ad una battaglia, apparentemente impari, per la sopravvivenza. (...) Si imparano a capire e ad amare capitolo dopo capitolo, fino ad un epilogo per nulla scontato ed emozionante.
Una delle cose che più ho apprezzato di Angelize è indubbiamente l'ambientazione.
Milano. Così vivida... così tangibile... così "nostra". Lo sfondo della città della madonnina è molto credibile in un Urban Fantasy del genere che non solo è gotico e dark ma anche assolutamente frenetico, vizioso e moderno. Quale città italiana potrebbe meglio rappresentare la frenesia, la mescolanza di persone (ed esseri) diversi; la dissolutezza, la superficialità e l'abbondanza di offerta sotto tutti i punti di vista?
Le creature ibride di Angelize sono molto "terrene"... vogliono un corpo per non dover rinunciare ai piaceri dei sensi, all'alcool, alla droga, al buon cibo, al divertimento, allo svago e all'effimero. Ma anche per recuperare un po' di sè stessi e del buono che in fondo c'è in ogni creatura.
Per questo - visto anche il sincopato ed esaltante finale - mi aspetto grandi cose ed interessantissimi sviluppi nel nuovo libro che verrà
 - Sangueblu, Sognando tra le righe
Gli ingredienti ci sono tutti, funzionando alla grande, per una storia avvincente nella quale ci viene regalata una nuova visione degli angeli e della loro cosmogonia, con questo interessante contraltare femminile della Dea e con l'inquietante assenza di Dio; ci viene quindi anche proposta una versione inedita di Lucifero...
Un occhio di riguardo va inoltre alle scene di battaglia che si sa, sono assai difficili dare rendere, ma che nel caso di Angelize sono ottimamente rese e visibili.
Ma in questo romanzo - strutturato secondo l'alternanza di capitoli che, attraverso il punto di vista dei tre protagonisti, offre una visione a 360° degli eventi narrati - Aislinn sa parlare nondimeno di sentimenti e passioni, situazioni nelle quali persino il lettore poco avvezzo al genere può facilmente riconoscersi: perché la dimensione dell'urban fantasy si intreccia con quella di una narrativa più propriamente mainstream, dove l'accento viene posto sulle situazioni di ogni giorno e i problemi di chi vive in una grande città. (...)
Ciò che rende piacevole e scorrevole questo esordio narrativo non è solo lo stile con il quale l'autrice ha saputo ben rendere la caratterizzazione di ognuno dei personaggi, anche quelli secondari, quanto i rimandi al mondo reale, la musica e le canzoni, i luoghi di questa Milano di febbraio cupa che sarà riconoscibile persino a chi non la conosca direttamente.
Il finale di Angelize è aperto, ci sono degli spiragli da cui sbuffano colonne di fumo sulfureo, infernale.
Odore di un seguito? Ce lo auguriamo 
- Marco Mazzanti, Art Litteram

Intrigante, dinamico, originale. Mi è piaciuto**** - Queen, Neverland

Fra spasmodiche battaglie, incredibili colpi di scena, il lettore rimane catturato da questa originalissima storia e chi si immaginava la solita storia d’amore fra angeli caduti e uomini, ne rimarrà piacevolmente deluso.
La storia ha un ritmo incalzante, ogni personaggio ha il suo giusto spazio nella vicenda e tutti sono ben caratterizza ed indispensabili per lo svolgersi della vicenda.
Una Milano invernale fa da cornice a tutti gli avvenimenti, ma è una città fredda ed impotente che guarda in modo distaccato le tragedie che si consumano fra le sue vie ed i suoi locali.
Impossibile classificarlo, impossibile rimanere indifferenti alla bravura di questa scrittrice, impossibile non coinvolgerci e rimanere senza fiato proprio con il colpo di grazia che Aislinn ci sferra nel finale.
Non so se l'autrice abbia pensato ad una continuazione di questo libro, ma sinceramente spero proprio di si, prima di tutto alcune parti della storia trovo che siano state sviluppate troppo poco e per esempio mi riferisco al ruolo della Dea, figura a cui si riferiscono gli angeli per tornare umani, fa anche la sua bella comparsa Lucifero, ma tutto appena accennato e, come ultima cosa, il finale è decisamente oscuro...quindi voglio proprio sperare in un seguito, che chiramente non mancherò di leggere!
E' un libro che consiglio a tutti, perchè è sicuramente qualche cosa di nuovo nel panorama dell'Urban Fantasy, perchè ha delle grandi potenzialità e perchè dobbiamo sempre sostenere i bravi esordinte italiani come Aislinn
 - Stefi, Il giardino delle rose

Ci sono scontri, incomprensioni, abbracci, momenti di rivalsa e di delusione, e c'è un finale esplosivo. Nel frattempo, gli ibridi continuano a morire. Vi avverto che Aislinn ci va giù pesante, ma avrete già capito che non si tratta né di un paranormal romance né di una storia per ragazzi. Il ritmo è quello di un thriller. La scrittura molto veloce, anche quando l'autrice si sofferma sui trascorsi dei protagonisti. Il romanzo corre come un treno (di quando il rispetto degli orari era un valore) senza perdere una stazione. Il punto di forza sono i personaggi, riuscitissimi anche i più odiosi (tale Yeratel fra tutti). Era da un po', devo ammetterlo, che non mi immergevo così a fondo nelle vicende di un tizio di carta e inchiostro - Argonauta Xeno

Dai dipinti inquietanti della chiesa di San Michele ai casermoni che “si guardano in cagnesco”; dallo smog di Milano alla carne carbonizzata dal fuoco celeste. Per creature che hanno passato circa un anno come fantasmi, gli odori non sono affatto scontati.
L’originalità del soggetto è di presentare gli angeli come severi soldati, spietati nell’applicare una moralità completamente inconciliabile con la nostra. Noi lettori siamo come le vittime: cresciute nell’umanità moderna, secondo regole morali guidate da un buon senso nonviolento. Il divario fra gli angeli incorrotti e gli ibridi reincarnati è una dicotomia inconciliabile, così come quella che si presenta man mano che si compone il quadro fra il dio padre, severo e distante, e la dea madre, dinamica e presente. Per gli angeli non c’è altra soluzione che il conflitto, e questo conflitto non è solo fatto di fuoco e fendenti, ma anche di paletti sempre più incerti fra torto e ragione (...)
Ben approfondito è anche l’arcangelo Michael, che si erge a guida e condottiero degli angeli puri e permette di esplorare una mente per noi totalmente altra, con metri diversi dai nostri. Michael e la sua posizione sono la chiave della trama e della sua soluzione: una trama costellata di piccole rivelazioni nelle memorie di prima dell’incarnazione, e qualche colpo di scena (...)

Davvero è stata un’ottima lettura, incalzante e per niente banale nello spingermi a riflettere su cos’avrei ritenuto giusto - Vlad Sandrini, Fantasy Planet

La storia è davvero molto, molto originale cosa che ho davvero apprezzato (...) Il mondo celeste dipinto da Aislinn è tutt’altro che simile a quello che siamo soliti raffigurarci (...) L’inevitabile scontro tra angeli puri e mezzi angeli avrà esiti inaspettati… come si possono far cadere gli angeli? Come si può portarli a peccare per renderli di carne e sangue? Non vi rivelerò oltre ma l’idea è sensata e geniale. Il libro ha una sua conclusione quindi può anche, volendo, essere letto solo Angelize. Tuttavia, sappiate che si tratta di una duologia. Ora mi domando cosa potrà inventarsi l’autrice per il seguito - Strega del Crepuscolo, Le Tazzine di Yoko

Mi è piaciuto questo Angelize: una storia affascinante, un finale aperto (e sapientemente lasciato lì…), una personalissima interpretazione della struttura teologica in cui solitamente siamo abituati a inquadrare la figura dell’angelo. Originale e ben scritto.
L’autrice di questo romanzo è donna di carattere, lo si intuisce facendo un giro sul suo blog: schietta, sincera, combattiva. Sa quello che vuole e sa anche come raccontare le storie nate dalla sua fervida fantasia. Tutte queste doti vengono fuori con prepotenza dalle pagine di Angelize.
Se volessimo usare un confronto musicale, questo libro si potrebbe accostare a un brano metal, con qualche sfumatura gotica (impressione che ho riscontrato anche in altri lettori): morbido, classico eppure oscuro e spiazzante non appena il tono si alza.
Ci sono angeli in questo libro che nessuno si sognerebbe mai di invocare nelle sue preghiere; creature che non saprei se definire angeli senza ali precipitati sulla terra oppure uomini protesi verso l’eternità che sentono dentro. Fatto sta, che gli angeli di Aislinn catturano il lettore in modo irresistibile (...)
L’autrice ha indubbie capacità: uno stile innovativo, cinico e vivace; un linguaggio calzante, realistico e a volte persino crudo; descrizioni vivide e una trama ben costruita; una caratterizzazione efficace dei personaggi. L’ambientazione propone una Milano urban fantasy come l’avevamo già vista in Quando il diavolo ti accarezza di Luca Tarenzi: così reale eppure piena di mistero e capace di nascondere un intero universo fantastico tra le pieghe della quotidianità. Se non l’aveste ancora capito, ve lo consiglio
- Monica Serra, Temperamente

E' davvero impressionante il modo in cui sono resi bene anche questi angeli: siamo abituati a leggere di angeli compassionevoli e misericordiosi, mentre questi sono l'esatto contrario.
Mi hanno ricordato molto gli angeli di Supernatural, in particolare Uriel, Zachariah e Metatron.
Ho trovato i puri allo stesso tempo inquietanti e affascinanti.
Mi è piaciuto lo stile dell'autrice: molto diretto, senza troppi fronzoli (...) Angelize resta un buon fantasy, di livello molto più alto rispetto ad altri fantasy d'esordio che ho letto
 - Annie, La tana di una booklover

Un romanzo originale, crudo e spietato come la storia richiede, e molto lucido nel descrivere le emozioni dei personaggi, gli angeli "bastardi" che, uccisi da angeli puri, hanno trovato il modo di reincarnarsi. Haniel, Hesediel, Rafael e gli altri, che erano stati uccisi da un angelo puro, sono tratteggiati in maniera completa e approfondita: ognuno di loro ha il proprio modo di affrontare la tragedia che gli è toccata, e sono tutti dei modi molto umani. E' impossibile non affezionarsi ad Haniel e al guscio che si è creato intorno, o a Rafael e alla sua impacciata dolcezza, e anche a Hesediel, forse il più ordinario (un lavoro normale, una donna amata con cui litigava troppo spesso) ma non per questo meno coinvolgente degli altri. Ho trovato bellissima, in particolare, l'amicizia che lega Haniel e Rafael, un rapporto dove i due hanno in comune più la solitudine che la vicinanza. Perché Rafael, così malinconico e gentile, non ha mai avuto una vita piena e Haniel, ferito dalla vita e dalla morte (la sua vita non è stata facile e la sua fine - si scopre nel corso del romanzo - è stata molto dolorosa), non accetta di avere legàmi, respinge chiunque, tratta male persino Rafael. Costretto per uno scherzo del destino a risvegliarsi come angelo bastardo nel corpo di una ragazzina, Haniel è il personaggio più affascinante e complesso. Chiuso in un corpo che non riconosce come suo (e che cerca di devastare con sbornie colossali), intrappolato in una vita che non gli appartiene, braccato, come gli altri mezzi angeli, dagli angeli puri, Haniel cercherà di rivendicare il proprio posto nel mondo con le unghie, con i denti, e con una spranga di ferro.
Un'altra caratteristica irresistibile di Haniel (che, lo sapete, apprezzo sempre) è l'ironia, a volte velenosa e crudele, a volte irriverente e sarcastica. E spesso, l'ironia di Haniel è portatrice, con un tono leggero e quasi sprezzante, dei messaggi più importanti del romanzo (...) In conclusione, il lettore leggendo Angelize si sentirà trascinato in un romanzo ricco di colpi di scena, di scontri, fughe, apparizioni e sentimenti mai dichiarati ma ringhiati tra i denti. Si sentirà coinvolto dallo stile dell'autrice, che a volte è franto, spezzato e a volte si sviluppa in periodi più ampi, seguendo il ritmo della narrazione che intrappolerà il lettore nelle pagine. E infine il lettore arriverà alla scena conclusiva e lì desidererà che il secondo volume esca immediatamente
 - Gisella Laterza

Ogni tassello del puzzle sembra comporre una vasta e incredibile immagine, quella di una realtà originale e moderna, rappresentata da un'autrice di talento, con uno stile molto personale e unico. Nonostante la sua complessità, Angelize riesce a stupire il lettore per diversi aspetti, primo fra tutti, la meticolosità e l'ingegno con cui l'autrice ha tracciato l'ambientazione. L'italianissima Milano diventa un degno scenario dei migliori urban-fantasy e fa da cornice agli eventi narrati, in uno stile un po' grigio e tetro ma molto affascinante. Una Milano caotica e oscura, un luogo, sulle pagine di Angelize, sorprendentemente misterioso in cui far muovere i protagonisti.
Dimenticate gli angeli sereni e pacifici, sexy, eroici e romantici, a cui siete abituati. Gli angeli di Aislinn sono tutt'altra storia. Tormentati, controversi, impauriti dalla forza degli eventi e dall'ineluttabilità del loro destino, sono figure dall'intricato stato d'animo, deboli all'apparenza, ma forti quanto basta da non lasciarsi sopraffare. Protetti dalla loro Dea Madre, una figura misteriosa che sembra averli creati e si contrappone al Dio Padre, ispiratore delle azioni estreme degli angeli Puri, gli ibridi affronteranno le conseguenze della loro condizione, cercando di sopravvivere alla furia violenta di Mikael e del suo schieramento di battaglieri angeli Puri. Azione e ritmo incalzante non mancheranno nel romanzo, trascinando il lettore in un susseguirsi di eventi, tra ricordi brucianti di un passato spezzato e trepidanti attimi presenti. Sarà una battaglia ad armi impari, perché tutto nel romanzo di Aislinn sembra voler essere irrimediabilmente disordinato. Il suo stile è sporco, cupo e tenacemente rock, la sua è una voce nuova, coraggiosa, tra le tante che si lanciano nel mondo della scrittura. Aislinn è una basass author coi fiocchi, una da tenere sicuramente d'occhio.
Una delle altre cose che ho apprezzato nel romanzo, è stata l'impronta di sicurezza che l'autrice ha dato alla sua opera, dimostrando quella marcia in più di cui vi facevo cenno a inizio recensione. Purtroppo, però, quello di cui ho sentito la mancanza è stato il brivido lungo la schiena, quell'emozione indescrivibile nel leggere una storia tanto appassionante da farmi dimenticare il resto del mondo intorno a me. Io sono una lettrice su un milione e, naturalmente, sono soggettive le mie sensazioni.Ciononostante, mi è piaciuto il fatto che il romanzo rispecchi molto la personalità dell'autrice, è come se lei avesse voluto donare ai lettori una parte molto profonda di se stessa, della sua essenza
 - Coffee and Books

Angelize è un libro che mi ha commossa quasi alle lacrime e che, una volta finito, ho avuto bisogno di rileggere alcuni passaggi almeno un paio di volte. Non perché non fossero chiari; perché mi erano piaciuti troppo. Era parecchio che non mi capitava sotto mano un libro che mi invogliasse a rileggere qualche passaggio una volta arrivata all'ultima pagina. So che Fabbri pubblicherà un secondo volume, perché la storia narrata in Angelize non è che l'inizio, e spero che vedremo questo secondo libro - non so se al momento esista un titolo di lavorazione - per novembre 2014 a Lucca - Pia, Confessions of a bookaholic

Si può dire che Angelize sia un libro volutamente angelically-incorrect, a partire dalle prime pagine concitate in cui proprio uno di quei paperback paranormal crap prende letteralmente fuoco tra le mani di una lettrice in Piazza del Duomo, per lo sfogo d’ira di uno dei nostri protagonisti a cui piace ribadire il concetto: dimenticate cosa pensate di sapere degli angeli: è tutto diverso, è tutto un casino (...)
Aislinn è capace di farci vivere il dramma. In una scrittura liscia, dinamica, incalzante, le vicende dei tre si snodano e annodano nella lotta per dare un senso alle loro nuove vite all’ombra delle vecchie, e sopravvivere agli angeli “puri” che danno loro la caccia come a un’aberrazione del creato. Forse Aislinn avrebbe potuto rendere i suoi antagonisti ancora più freddi, ancora più spietati, ancora più inarrivabili; le personalità dei nostri tre “eroi per caso”però sono impeccabili e affascinano, tra tutte quella folgorante di Haniel, anima maschile ritrovatasi in corpo di donna, a lottare contro tendenze autodistruttive, deficit d’attenzione, istinto e genio.
Insomma, genere o non genere, Angelize si legge tutto d’un fiato dall’inizio alla fine, ed è importante che ci sia, scritto da un’autrice italiana, pubblicato da una casa editrice italiana di tradizione. È segno che forse la nostra editoria si sta finalmente accorgendo che è da una decina d’anni che in Italia, tra un blog e un altro, è cresciuta una generazione di creativi del fantastico che sa fare il proprio lavoro; ma ancor più che l’editoria italiana stessa abbia finalmente acquisito gli strumenti critici per comprendere questa professionalità e saper distinguere un libro fantastico scritto male da uno scritto bene, traguardo che sembrava impossibile (e che non è stato ancora varcato del tutto). Forse il rogo paranormal nell’inizio di Angelize dice più di quanto vorrebbe, ma qui è il redattore a voler essere mefistofelico.
In conclusione, Angelize di Aislinn è un bel libro. Ottimo, per gli amanti del genere; una bella sorpresa per chi arriva da altre letture 
 - Andrea Atzori, Sul Romanzo

Il libro di Aislinn è qualcosa che non ti aspetti di trovare in libreria. Un romanzo fantasy innovativo, con personaggi accattivanti e una copertina da urlo (...) Ambientato in una Milano dei nostri giorni, Angelize è la prova "cartacea" che un romanzo fantasy non deve per forza essere scritto da uno straniero o ambientato al di fuori dell'Italia per essere ben scritto e apprezzato dai lettori. Aislinn ha uno stile che scorre piacevolmente, accattivante e moderno e mai noioso. La sua rivisitazione degli angeli mi è piaciuta, così come il voler tenere certi aspetti fedeli (arcangeli come Mikael e Uriel assieme, per esempio). I suoi personaggi sono credibili, e se all'inizio ho trovato difficile affezionarmi anche al più "distaccato e maturo" di loro, Hesediel, alla fine non ho potuto fare altro che simpatizzare anche per lui. Haniel e Rafael, d'altro canto, sono come il diavolo e l'acqua santa. Impossibile non sorridere con il caratteraccio del primo e non provare tenerezza con l'indole buona del secondo. Il finale che li riguarda, tra l'altro, mi ha lasciato con le lacrimucce agli occhi e spero vivamente che nel seguito (che spero e penso ci sarà!) avranno un continuo e lieto fine (patteggio per Raf, e quando leggerete il libro capirete a cosa mi sto riferendo :P) - Veronica, L'Eco delle Pagine

Ho apprezzato molto questo libro, soprattutto per lo stile con cui è scritto: schietto, spietato (in senso buono) e diretto, senza tanti fronzoli (...) Ho adorato la parte in cui compaiono la Dea e il fauno che pian piano prende le sembianze di un satiro, rivelando l'identità di Lucifero. La sua storia è appena accennata, ed è diversa dal solito accostamento al Lucifero "diavolo" (spero che il suo personaggio venga ripreso nel secondo libro). Durante la lettura mi è sembrato quasi di stare all'interno del libro e vedere tutto con i miei occhi: l'atmosfera era tangibile e soprattutto originale nel suo genere. (...) Bella l'idea dei mezzi angeli ibridi: non sono né angeli né umani, ma sono una specie di nuova creazione, sospesi tra le due categorie.
I personaggi sono ben delineati: i miei preferiti sono Rafael e Haniel. (...) Le storie dei personaggi, inoltre, sono inserite nel corso del racconto: il lettore può conoscerle tramite i ricordi che i mezzi angeli vedono tramite delle visioni che si insinuano nelle loro menti dopo essersi inavvertitamente sfiorati. Quindi c'è una conoscenza continua dei personaggi durante l'elaborazione della trama e non si esaurisce dopo le prime pagine.
Sono impaziente di leggere il seguito!
 - Tania Paxia

Sinceramente i libri che trattano di dispute angeli e demoni non sono mai stati tra i miei prediletti ma questo libro,devo ammetterlo,mi ha veramente colpito (...) La storia di Haniel è quella che più mi ha presa nella lettura,è un personaggio davvero singolare e inoltre è l'unico dei tre che viene reincarnato nel corpo di una donna,data la natura tragica della sua morte.
E' così costretto ad un esistenza fuori dal suo controllo ma non per questo si comporta come una ragazza. Tutte le vicende si svolgono nella nebbiosa città di Milano ed è lì che avviene anche lo scontro tra gli angeli puri e gli angeli bastardi.
Devo dire che alcune scene sono davvero cruente ma in un libro del genere non si sarebbero potute evitare lotte sanguinose e drammi.
Personaggio preferito: Haniel.
E' stato davvero bellissimo leggere della sua storia e scoprire continuamente cose che lo riguardavano.
Inoltre vederlo comportarsi come un tipico ragazzaccio nei panni di una femminuccia,spesso diveniva molto comico. Mi è piaciuto molto anche il rapporto che si è instaurato tra lui e Rafael,sinceramente per me sarebbero una bella coppia (...) strabiliante e ingegnoso personaggio (...) Ho pianto,si. ç-ç
  - Forum Alice in Booksland

Ok, ok, lo so, è un urban fantasy. E ci sono gli angeli. Mi rendo conto che, di questi tempi, i due elementi possano far fuggire via i lettori abituali di questo blog. Però l'argomento l'autrice lo tratta con originalità e, soprattutto, con stile. Un bello stile. E per questo vale la spesa. Perché il libro è scritto bene, perché avrà un seguito (o due?) ma si legge anche così, perché i personaggi sono credibili e ben delineati - Draghi d'ottone e nani con la scopa

Perché mi è piaciuto Angelize?
Perché è semplice ed avvincente. La storia scorre veloce ed incalzante pagina dopo pagina; finisce un capitolo e quello successivo inizia raccontando quello che è successo poco prima ad un altro personaggio, cosa che mi ha spinta letteralmente a divorare le parole scritte pensando continuamente "e adesso? e adesso che succede??" (stesse domande che mi sono posta alla fine, come ho detto all'autrice: per me Angelize avrebbe dovuto durare altre 300 pagine da tanto mi ha presa la storia!) Altro punto a favore, neanche a dirlo, sono i protagonisti. Dimenticate gli angeli iperfighi o gli aggettivi iperbolici alla Stephanie Meyers perché Rafael, Haniel ed Hesediel sono tre normalissime persone con pochi pregi e tanti difetti, non belli né maledetti, solo esseri umani che cercano di rifarsi una vita e approfittare della seconda occasione che è stata loro concessa. E non sarà facile per loro, ovviamente. Non tanto per tutte le implicazioni sovrannaturali della questione ma proprio perché abitudini, traumi, pregiudizi e naturali paure sono degli ostacoli enormi che spesso annullano il desiderio di cambiare anche quando le occasioni sono propizie. Proprio come nella vita vera, eh? Poi, certo, se ci mettono lo zampino degli odiosi Angeli e Lucifero, quel Lucifero che compare per pochissimo ma riesce a portarsi via un pezzo del cuore sanguinante del lettore, l'impresa si fa ancora più difficile.

E quindi?
E quindi Angelize è un libro da acquistare assolutamente e non solo perché Aislinn è italiana (il romanzo è ambientato a Milano), simpaticissima e l'amore per le sue creature traspare in ogni pagina ma anche perché nello sterminato universo della narrativa mondiale "di genere" è sempre più raro trovare un libro in grado di lasciare soddisfatti dall'inizio alla fine. E quest'autunno esce la seconda parte... vorrete mica arrivare impreparati all'appuntamento con gli Angeli?
 - Erica, Bollalmanacco

I personaggi sono caratterizzati magnificamente, hanno una anima che trasuda da ogni singola pagina: ogni loro azione ogni pensiero o dialogo porta la loro firma e una volta imparati a conoscerli si potrebbe sapere a chi appartiene la tal battuta senza nemmeno averla letta nel suo contesto. Tutto ciò è fatto con una costruzione chirurgica, dove ogni gesto o descrizione ha un preciso scopo caratterizzante, un po’ come se ad ogni pagina si sezionasse il personaggio con il fine ultimo di capire chi era ed è, portandolo ad essere qualcosa di diverso da un elemento della narrazione; se state pensando che il tutto possa appesantire o annoiare vi state sbagliando di grosso, il tutto avviene senza stravolgere lo stile ed il vero e proprio filo narrativo (...)
In definitiva, cinque stelle. Avendo tra le mani Angelize si potrebbe pensare ad una lettura veloce o superficiale, un libro dalla copertina quasi fashion; invece si ha un volume profondo, sfaccettato e con delle sfumature gotiche che delineano una storia e dei personaggi che lasciano dentro i lettori qualcosa. Una lettura profonda Urban Fantasy che fonde ambientazione e caratterizzazione come fosse la normalissima miscela di una ricetta, consigliato a quei lettori che amano i toni scuri, le città grigie e quei personaggi maledetti che sono pronti a strapparti il cuore e l’anima
- Alice, Mondo Japan
Angelize ha il merito di declinare questo argomento in modo audace e accattivante. Il lettore sarà più o meno travolto dall’intensità della trama, ma è sufficiente l’incipit del romanzo per comprendere che siamo davanti a qualcosa di originale (...) Azione senza respiro, ritmo adrenalinico e una prosa venata di cupo cinismo, sono questi i pregi di una struttura narrativa che si presenta solida e credibile. Buona anche la caratterizzazione dei tre ibridi protagonisti, resa attraverso l’uso di dialoghi ad alto tasso d’ironia che sfociano spesso in siparietti comici. Al contrario, il linguaggio usato dalla “stirpe dei puri” appare sobrio, pacato ed evocativo (...) Un’esposizione corale e suggestiva, che attraverso la caratterizzazione di questi malinconici intermediari, sospesi tra l’umano e il divino, è capace di tratteggiare con trepidazione una vasta gamma di sentimenti: paura, angoscia, amore, terrore, rabbia, perdono. La narratrice realizza un’opera ricca di spiritualità ma scevra di dogmi, in cui s’intuisce l’estremo bisogno di credere in qualcosa di sacro - Valeria, Diario di pensieri persi

Angelize e Angelize II siano due romanzi urban fantasy, dove infatti le due componenti (ambientazione urbana, e contemporanea aggiungerei, e la presenza del sovrannaturale, angeli e demoni in questo caso) fanno da padrone, incanalando la trama in una direzione ben precisa. Una trama che, per quanto complessa, non divaga mai, non scivola verso passaggi inutili ma rimane sempre concentrata sugli accadimenti e sui sentimenti dei personaggi in campo, i due elementi su cui l'autrice dimostra il suo talento narrativo: accadimenti, perché veramente è una storia ricca di azione (c'è spazio per battaglie, morti, rinascite, incontri d'amore, serate nella movida milanese, fraintendimenti, sguardi d'intesa e silenzi che parlano più delle parole, il tutto condito dalla giusta dose di mistero e mitologia angelica), e al tempo stesso sentimenti, in quanto le emozioni di questi angel(izzat)i sono scandagliate e approfondite in maniera ottimale, anche grazie a un uso interessante della lingua (attuale, moderna, vitale) e all'alternanza dei punti di vista dei personaggi.

Ma chi sono questi personaggi? Nel titolo ne ho indicati tre, il biondo (Rafael), il matto (Haniel) e l'involontario eroe (Hesediel) che di fatto sono i protagonisti di entrambi i romanzi, a cui, nel secondo volume, vanno ad aggiungersi anche Mikael e Uriel. Personaggi a tutto tondo, i cui pensieri e sentimenti traspaiono dai capitoli a loro dedicati, ma anche dalle loro azioni, dal modo in cui reagiscono alle situazioni, da quello che non dicono e lasciano intuire. Personaggi umani, ben distanti dall'immagine stereotipata degli angeli con le alucce dorate che abbiamo o possiamo avere (e, di fatto, non sono propriamente angeli, ma angelizzati, come scopriamo leggendo!), personaggi che, come gli esseri umani, faticano nei loro rapporti interpersonali. Personaggi, infine, che faticano a essere vivi, del resto "incarnarsi non significa" necessariamente vivere. Lo imparano presto e lo imparano a loro spese, sbagliando, cadendo, trascinandosi nel fango, tra l'inconsistenza della loro esistenza e i rimpianti accumulati, ma riuscendo comunque a rialzarsi e a reagire. Storditi, feriti, nel corpo e nell'anima, ma mai vinti.

Rafael, dei tre, è il più composto, quello che cerca di mettere ordine nel caos del mondo e della sua vita, quello che non vorrebbe combattere se non fosse costretto e che cerca sempre una soluzione per salvare il salvabile. Generoso, gentile, forse un pò ingenuo, incapace di credere che al mondo esista così tanto male, incapace di ammettere che la sua stessa stirpe (o comunque i suoi "superiori") possano commettere il male, lui che credeva che "gli angeli fossero stati creati per amare gli esseri umani". Un tempo, da umano, si chiamava Giacomo, aveva i suoi amici, la sua vita, una prospettiva di carriera, e anche l'amore. Poi tutto era cambiato, la vita travolta da un camion, e adesso fatica ad adattarsi alla nuova realtà. Vacilla, ma non crolla. Trova la sua ancora di salvezza nel nuovo mondo, proprio nel matto con cui è così difficile interagire.

Haniel, il matto, appunto. Il personaggio più difficile da definire, forse perché lui stesso odia le categorizzazioni, stretto nei panni (scomodi, tra l'altro!) di chi cerca di inquadrarlo e decidere la sua vita. Ammetto che all'inizio l'avrei preso a calci per le sue risposte a cavolo e quell'attitudine da lupo solitario che lo porta a tenere gli altri a distanza, poi, nel corso dei romanzi, ho imparato ad apprezzarlo e a capire che dietro quella maschera rude con cui guarda il mondo esiste un'anima che soffre, anche se non vuole ammetterlo. Un'anima che, per quanto dica di fregarsene, di non volersi far coinvolgere, per quanto tenti di coprire i suoi veri sentimenti dietro litri di birra, vomito, scenate in pubblico, silenzi e bugie, è viva e ha un disperato bisogno di amare e sentirsi amata.

Hesediel, infine, è l'eroe involontario, quello che forse più di ogni altro viveva bene la sua vita terrena e che tenta di recuperarla, ricercando le persone perdute, a dispetto di quanto la sua presenza possa sconvolgere la loro vita. E' anche quello che cerca di ancorarsi alla realtà, di non farsi coinvolgere dalle guerre tra angeli, ma che poi, alla fine, si ritrova a guidare la resistenza degli ibridi (o mezzi angeli) contro Mikael e i suoi. Determinato, sfodera l'animo del guerriero, coinvolgendo anche gli indecisi a seguirlo nella guerra contro "i pennuti", addestrandoli, preparandoli, pianificando strategie, canalizzando tutta la rabbia e lo smarrimento che covano dentro (...)

Milano è, possiamo dire, un personaggio a cui Rafael e gli altri si appoggiano, un'entità con cui (e in cui) sono costretti a vivere. Qualcuno volentieri, qualcuno senza troppa voglia. E' come una Dea, e come tale incontra sentimenti diversi da parte dei suoi sudditi: qualcuno la ama, qualcuno la odia, qualcuno muta il suo atteggiamento, senza riuscire comunque a fuggirne. "Fredda, veloce, indifferente come una coltellata", piena di gente che corre, lotta e discute. Ma comunque la loro città. La città degli Angeli. Con tutti i suoi segreti, i luoghi che solo loro possono raggiungere, la chiesa di San Michele, il Cimitero Monumentale - Alessio, I mondi fantastici

Angelize mi ha conquistata fin dal prologo, merito sicuramente anche della voce sferzante di Haniel, per il quale ho un debole. Ho divorato le pagine, tanto da finirlo in due giorni (con tanto di urlo al termine, su cui ritornerò più avanti). 
L’ambientazione è tutta italiana: i personaggi si muovono in una Milano cupa e grigia, che fa da scenario perfetto alla lotta angelica. Apprezzo sempre quando le vicende si svolgono su suolo italiano, perché è più familiare come ambientazione, la sento più vicina. Inoltre, mi esalta l’idea di potermi facilmente recare a Milano, camminare per le sue strade e immaginare gli angeli che non posso vedere. 
Aislinn ha uno stile pulito e privo di eccessivi fronzoli, descrittivo al punto giusto. È coinvolgente e porta a divorare il libro senza sosta. Ed è anche capace di dare voce in modo perfetto ai diversi personaggi, dando a ciascuno una ben definita personalità. 
Infatti, per tutto il romanzo si alternano tre punti di vista: Haniel, Rafael e Hesediel. E li ho messi rigorosamente in ordine di preferenza, sebbene la differenza di apprezzamento non sia poi così tanta. Sono tutti e tre caratterizzati davvero bene, ognuno ha una personalità che si riesce a percepire subito nei vari capitoli. 
Haniel è il personaggio imprevedibile, che non sai mai come si comporterà, che sembra forte se contrapposto a Rafael, ma nasconde in realtà molte fragilità. Ha sofferto tanto il povero Hani (e se mi sentisse chiamarlo così penso che rischierei la vita) (...)
Rafael invece è il buono, quello che cerca di fare la cosa giusta e di mediare; la sua soluzione è la diplomazia, il dialogo. E ci prova sin dall’inizio, nonostante sia l’unico a volerlo fare. Ho adorato questo suo cercare di evitare la battaglia, perché è più o meno come avrei ragionato io. E poi è davvero dolce, vien voglia di coccolarlo. *abbraccia il biondo*È molto legato ad Haniel e, sebbene sembri che l’unico davvero affezionato sia Rafael, in realtà il rapporto non è così a senso unico (...) 
E poi c’è Hesediel, colui che suo malgrado si ritrova a guidare questa sgangherata banda di mezzi angeli, o almeno quelli che accettano di adeguarsi al piano. Tra i tre, Hesediel è quello che ha ancora una persona a cui tiene in vita, che non ha dimenticato e vorrebbe riprendersi per poter riacquistare una sorta di normalità: Elena. Sarò sincera, a me Elena sta antipatica e non mi piaceva nemmeno la coppia formata da loro (nei ricordi di Hesediel era evidente che fossero male assortiti). Però ho tifato per loro solo perché Hesediel ci teneva tanto.
Ho particolarmente apprezzato la rivisitazione della figura degli angeli. Non solo perché sono creature cupe e poco benevole, ma anche per la questione dell’incarnazione, di come debbano ingannare e peccare per poter vivere da esseri umani. Una versione oscura che si adatta perfettamente all’ambientazione molto dark.
E anche la questione del Dio e della Dea è davvero affascinante, vien voglia di farsi raccontare a parte tutta la teologia di base del romanzo, perché è qualcosa di davvero splendido. Non voglio scendere nel dettaglio, altrimenti vi toglierei il piacere di scoprire da soli chi siano queste divinità.
Avrei altro da aggiungere ma il rischio di spoiler è troppo, quindi devo trattenermi. Non posso nemmeno nominare un personaggio che mi ha intrigata parecchio (anche se ho come il sentore che vorrò pestarlo nel seguito), dato che appare circa a metà libro.
Un ultimo apprezzamento: nonostante sia il primo della duologia, e sebbene l’epilogo lasci intendere che i giochi non sono finiti e si prospetta un problema ancora più grande di quello risolto, il romanzo è perfettamente concluso. Anche se necessito di uno sfogo in merito: il finale è puro sadismo. Non me l’aspettavo, devo ammetterlo, e mi ha fatta soffrire davvero tanto. Confido nel fatto che Aislinn si farà perdonare nel seguito, potrei inferocirmi altrimenti. 
*Angharad alla fine del romanzo* - Angharad, La bella e il cavaliere

Da brava telespettratrice, nonché fan affezionata, di Supernatural non potevo non apprezzare Angelize, dove gli angeli non sono esseri di affascinante e irresistibile bellezza che fanno breccia nei cuori di idiote e verginee donzelle, ma sono cazzuti guerrieri. Come, appunto, dovrebbero essere intesi da tutti. Gli angeli, signori miei, sono soldati di un esercito e sono qualche volta sono anche cattivi, chi più e chi meno. E uccidono, eccome se uccidono!, sia le persone che altri angeli.
E in Angelize gli angeli sono guerrieri e ammazzano la gente. Ed è per questo che sento il bisogno di procurarmi il secondo volume quanto prima e di inserirlo, a sbafo, nella lista dei libri da leggere il prima possibile (...)
Ho apprezzato moltissimo che Aislinn abbia deciso di ambientare il romanzo a Milano perché credo che sia una città italiane che meglio si presta al genere urban fantasy, per i colori, il clima e la struttura sia del centro storico ma anche (e soprattutto) della periferia.
Inoltre, ho trovato piacevole e interessante scoprire della vita dei personaggi poco a poco anche se, lo ammetto, avrei preferito che ci fossero più dettagli sulla vita di alcuni personaggi secondari. Non mi lamento, però, perché probabilmente verrà loro dedicato più spazio nel secondo volume.
Dimentico, a volte, che non è possibile avere tutto e subito soprattutto quando la storia si sviluppa in più volumi – come in questo caso. A questo romanzo, in poche parole, non manca niente: buona dose di legnate – che a me piacciono sempre –, colpi di scena, bei personaggi, personaggi stronzi e soprattutto ottimo finale, che ti fa desiderare di avere a portata di mano la seconda parte.
Altro aspetto da non dimenticare e che io ho apprezzato in particolar modo è la scelta di Aislinn di utilizzare tre punti di vista differenti per la narrazione – quelli di Haniel, Rafael e Hesediel appunto. Trovo che questa tecnica renda il romanzo più avvincente e coinvolgente, oltre a far sì che il lettore conosca ogni personaggio in modo più approfondito
- Nereia, LibrAngolo Acuto

Aislinn porta in auge un argomento narrativo ricorrente in maniera accattivante e tingendo la sua scrittura con toni cupi e freddi, rendendo palpabile e verosimile l'ambientazione da lei creata. Per quanto in un certo senso la vicenda possa definirsi conclusa, l'epilogo lascia il lettore positivamente disorientato e curioso di sapere come la storia proseguirà.
Se volete leggere qualcosa di spietato e di angeli senza ali candide, questo è il libro appropriato. Niente zucchero, solo il sapore del sangue ferroso in bocca
 - Tiziana, The Mad Otter














10 commenti:

  1. ciao! purtroppo non sarò presente al Lucca comics, ma non vedo l'ora di leggere il tuo libro! Mi sai dire se è prevista l'uscita anche in formato ebook? grazie!
    Michela

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    1. Ciao! Sì, l'ebook ci sarà e dovrebbe uscire lo stesso giorno dell'edizione cartacea (6 novembre)

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    2. grazie!!! credo comunque che ti toccherà autografarmi una copia :) ho incaricato una amica che verrà a Lucca di acquistarmela! ;)

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    3. Volentieri! Dille di farsi riconoscere ^_^ Grazie!

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  2. Sai che il commento di Valentina Coscia mi piace proprio? "Filate a comprarlo!" quasi quasi le rubo la frase. 3:)
    Sono contenta che i miei commenti e segnalazioni ti siano piaciuti. :)

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    1. ^___^ Sono contenta io che ti sia piaciuto il romanzo!

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  3. Non so se ti interessa, ma l'ho finito ieri sera e ho fatto una piccola recensione su Amazon. La trovi se vuoi anche su aNobii http://www.anobii.com/0150e47f86b7819dfc/comments?public=0&sort=8&page=3. Ciao e grazie per Hesediel

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    1. Certo che mi interessa! E ti ringrazio tantissimo per l'entusiasmo e per i commenti, sono felice ti sia piaciuto ^___^ Hesediel ti saluta!

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  4. Ho adorato il tuo libro complimenti !!!!!!! spero che publichera presto qualcosa grazieee !!!!!!ho fatto un recensione se vuoi vederla vai sul mio blog XD

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    1. Ti ringrazio molto per il tuo commento e sono felice che il libro ti sia piaciuto! In autunno uscirà la seconda parte di Angelize, ma ho anche altri libri in attesa di pubblicazione ;-) Vado subito sul tuo blog!

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