martedì 1 agosto 2017

Lughnasad, tra raccolto e semina

Preparandosi a festeggiare... aiutati da un gatto curioso
Nei giorni scorsi ho sfruttato i momenti liberi per stabilire come avremmo festeggiato quest'anno la festa di Lughnasad, celebrazione del raccolto che negli anni scorsi avevamo celebrato con il falò del Castlefest, in Olanda. Quest'anno, invece, si tratterà di una celebrazione più intima, e saremo solo noi a decidere quali passi compiere.

Questa è una delle cose che più amo della spiritualità vissuta da "free pagan": riscoprire tradizioni e rinnovarle, pescare un po' qui e un po' là quello che è in sintonia con il mio animo al momento, di anno in anno ritrovarsi a ripetere riti e a modificarli, aggiungendo, togliendo e variando, per istinto e amore, curiosità e preghiera, nel privato di casa e all'aperto, da sola, in due o tra la folla - e spesso, in momenti diversi e modi diversi, in tutte e le tre modalità. E così profumi, sapori e colori si mescolano e diventano un ringraziamento, una festa, un desiderio, una magia. Così, il mondo intorno parla e canta, lo spirito si ristora e si rafforza.

Oggi dunque si celebrerà il raccolto passato e quello futuro, e mentre il sole riscalda la terra già si saluta l'autunno che pian piano si avvicina. Di là, in cucina, in questo momento sta lievitando l'impasto per la focaccia da consumare e da offrire, in frigo attende una birra speciale per brindare, e molto altro è in preparazione per la giornata. E si medita, perché non si tratta di avere una scusa per passeggiare nella natura e bersi qualcosa: quest'anno Lughnasad è per me un punto di svolta, o almeno così mi sento... e ho imparato a dare ascolto alle sensazioni.
Cogliamo i frutti, gettiamo nuovi semi, riceviamo e doniamo, e a ogni tappa un ciclo si conclude e un altro inizia. Felice Lughnasad anche a voi!

Qualche parola su Lughnasad

On air:
Hear me, Anette Olzon
Call me Satan, Omnia

UPDATE: la focaccia fatta in casa (e... già quasi spazzolata via ^^)

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