martedì 10 dicembre 2019

Piccolo, fiero e speciale

Lavorare come traduttrice significa spesso passare mesi interi in compagnia di un autore o un'autrice - una compagnia serrata ma muta, a distanza ma intima - e poi, di colpo, interrompere il rapporto alla consegna del lavoro, quando - solitamente sfiniti dopo gli ultimi tocchi di lima - si invia la fatidica mail con il testo consegnato. Si passa ad altro, ci si dimentica quasi del lungo viaggio appena concluso, relegato in un angolo della memoria. Trascorrono altri mesi.
Poi arriva un pacchetto e ehi, il libro è uscito.

A me è successo ieri, con questo volume graziosissimo: la storia di Bodacious, il gatto pastore, memoir scritto da Suzanna Crampton da Bodacious stesso, felino irlandese che vive e dirige una fattoria tra pecore, cavalli e alpaca, aiutando la sua Pastorella, tanto simpatica quanto tosta, a mandarla avanti. Un libro semplice, scorrevole e delizioso come una tazza di cioccolata calda, che si divide tra il racconto della vita di fattoria nell'arco di un anno (con il volgere delle stagioni, i cambiamenti della natura, i lavori da sbrigare, i momenti comici e quelli drammatici), quello della vita avventurosa della Pastorella in giro per il mondo e, ovviamente quello delle avventure del temerario Bodacious. Non voglio svelarvi troppo: lasciate che sia Bodacious stesso a guidarvi nel tour della sua fattoria - ma non cercate di prenderlo in braccio. Andate a caccia tra l'erba alta e preparatevi a lunghe notti insommi per assistere alle pecore partorienti. A casa, alla fattoria, vi aspetterà un buon pasto e il meritato riposo.

Sì, l'ho tradotto io, e l'ho anche amato. Ve lo consiglio con tutto il cuore, perché quel piccolo gatto ostinato e fiero mi è entrato nel cuore e ci ha lasciato l'impronta.

Bodacious, il gatto pastore, Suzanna Crampton, HarperCollins 2019.

martedì 22 ottobre 2019

Halloween is coming

Essere così piena di lavoro da non respirare (sto traducendo un libro assai interessante, di cui vi parlerò appena possibile) fa trascurare cose importanti. Tipo quello che mi fa stare bene, come i workout. Ma anche tipo HALLOWEEN. Che si avvicina. E tralasciando per il momento le riflessioni sulla fine dell'anno (perché Samhain È la fine dell'anno, il 31 dicembre è quella mainstream), per rimanere in tema sia Halloween sia "fine" ieri ho recuperato un gradevole filmetto horror tutto italiano che merita di essere visto, "The End? L'inferno fuori". Un bel prodotto che porta a casa il suo sporco lavoro, senza troppi mezzi ma usati con intelligenza, ben recitato e sanguinoso il giusto, storia di zombie (ma non chiamateli così, quella parola non la usa nessuno) accoppiata all'idea della claustrofobia (stavolta il rifugio non è una casa, non è un centro commerciale, ma è un ascensore bloccato). Se vi capita, dategli una chance: pure gli italiani sanno fare gli horror, già...

(Nota: Se Infostrada non mi risolve i problemi di linea a casa - ho internet che funziona a singhiozzo da domenica, per la terza volta questo autunno - sclero).


mercoledì 16 ottobre 2019

Sorprese

Ti svegli un mattino e scopri che "Melusina" è stato inserito nella classifica di qualità dell'Indiscreto. E resti un po' senza parole...
Potete leggere la classifica completa a questo link.


lunedì 23 settembre 2019

23 settembre - both? Both. Both is good.

Fonte dell'immagine:https://www.pinterest.it/pin/714946509579725484/
Avrete riconosciuto la citazione del titolo, immagino; particolarmente adatta oggi che è sia l'Equinozio d'Autunno, e siamo a metà tra luce e buio, ma anche la Giornata dell'Orgoglio Bisessuale. Non entrerò nel merito delle scemenze alla base della bifobia che spesso colpisce le persone bisex, sia da parte degli etero sia da parte degli altri appartenenti alla comunità LGBT+ - no, i bisex non sono confusi; non sono traditori; non sono criptogay; siamo semplicemente quello che siamo. Sì, abbiamo più scelta. Sì, potete invidiarci ;-) E non racconterò nemmeno storie strappalacrime di discriminazione, perché io sono stata abbastanza fortunata da non subirne: sarà che il mio coming out è avvenuto da adulta, circondata da una tribù di persone di mentalità aperta. Mi correggo - frecciate le ho sentite arrivare anch'io, in effetti, anche da chi non mi sarei aspettata; fortunatamente, quando già la mia armatura era salda.

No, questo post non è di lamentele né di tristezza: questo post riguarda solo la bellezza. La bellezza della libertà di essere quello che si è. La bellezza delle persone, tutte, ognuna a suo modo. La bellezza di stare bene con se stessi. Ma, anche, la bellezza dell'autunno appena iniziato: la strada dorata di colori fiammeggianti che ci aspetta, il riposo della metà oscura dell'anno che farà crescere nuovi semi dal terreno, i sapori dei prodotti che la stagione di dona. È una porta, questo equinozio: verso novità e fermento, verso una nuova forza e nuove speranze. Voglio lasciarmi cadere dalle spalle i pesi che mi hanno gravato addosso in questi ultimi mesi così complicati, come foglie secche che nutriranno qualcosa di nuovo e più bello.

Che sia un autunno dolce come sidro e buono come l'aria frizzante delle giornate che profumano di bosco. Che siano giorni di gioia e condivisione, per tutti.


lunedì 16 settembre 2019

E si ricomincia

L'estate è ormai finita, la cortina verde che cala dolcemente dal balcone del palazzo di fronte al mio comincia a punteggiarsi di rosso e d'arancio, mesi bellissimi e complicati, rovellosi e avventurosi si avviano alla conclusione. È tempo di ricominciare: con i progetti, le storie in cantiere, i tour de force lavorativi, la scherma, i corsi... tante, tante cose, che stanno crescendo nel buio come i semi delle piante. E come buon auspicio, festeggio con la trentesima recensione di Né a Dio né al Diavolo su Amazon, una di quelle che mi hanno commosso di più: mai avrei pensato che un romanzo pubblicato con un piccolo editore ricevesse così tanto affetto. Perfino "i miei ragazzi" Ivan, Tom, Lucas e Ioan sono senza parole (sì, anche Tom e Ioan, addirittura).
Grazie. Davvero. Sempre.
E ora, andiamo a colorare l'autunno di tinte magiche.


martedì 23 luglio 2019

The Changeover - La figlia della Luna

La copertina della mia
(vecchissima) edizione
Da adolescente adoravo i romanzi delle collane Junior Mondadori, non di rado delle vere e proprie chicche capaci di rivolgersi ai giovani ma di essere godibili anche per gli adulti; romanzi che sapevano trattare tematiche scottanti (e non da poco: ricordo che si parlava di molestie e stupri, malattie mentali, omofobia...), ma senza risultare didascalici; che contenevano storie d'amore credibili anziché melassa e stalker travestiti da principi azzurri; ragazze sveglie anziché isteriche che solo perché trattano male tutti si credono forti e solo perché frignano ogni tre per due si credono sensibili; e che, nelle serie horror e gialli, non disdegnavano una sana quantità di sangue e budella sparse anziché ammorbidire il tutto. Insomma, a differenza di (troppi, non tutti) i romanzi young adult preferiti oggi, erano libri che non trattavano gli adolescenti come dei cretini troppo delicati per non doverli proteggere dalla realtà.


La locandina del film (quella meno Twilight style)
Uno dei miei preferiti era La figlia della Luna, o The Changeover (1984), di Margaret Mahy, pluripremiata autrice per ragazzi scomparsa il 23 luglio del 2012 e (same old sad story) molto più famosa all'estero che in Italia. Si trattava della storia di un'adolescente che, per salvare la vita al fratellino attaccato con la magia da un uomo malvagio, capace di vampirizzare l'energia vitale dei bambini, diventa una strega, aiutata da un solitario compagno di scuola, il quale è a sua volta una strega, come tutte le donne della sua famiglia. Per farvene capire l'importanza, vi dirò che il romanzo è anche citato nella Short history of fantasy di Edward James e Farah Mendlesohn (lo trovate alla pagina 141). Credo sia stato uno dei primi urban fantasy che ho letto quando ancora non sapevo nemmeno che cosa volesse dire quell'etichetta: intenso e intelligente, visionario e inquietante al punto giusto, una storia di crescita e iniziazione femminile come ce ne vorrebbero sempre di più, di magia e stregoneria ma senza influenze new age e wiccane stereotipate, e in cui perfino la storia d'amore tra la protagonista e l'amico che l'aiuta non la butta in melassa ed è sia credibile sia solida.

Perché ve ne parlo? Perché di recente ho recuperato il film che ne è stato tratto nel 2017, con un fantastico Timothy Spall nei panni del "cattivo" (e un cameo di Lucy Lawless - sempre sia lodata). L'ambientazione è naturalmente aggiornata alla nostra epoca (ci sono i cellulari, per esempio), in una cittadina che porta ancora le cicatrici di un recente terremoto, e purtroppo il simpatico Sorensen, la "strega maschio" che aiuta la protagonista Laura, diventa una specie di figaccione creepy e oh-così-tenebroso stile Edward Cullen anziché l'ironico secchione senza peli sulla lingua che ricordavo. Nel complesso, nonostante le semplificazioni e le libertà (e qualcosa che non mi ha convinto molto nel finale), il film (di cui ho trovato pochissime tracce in Italia, cercate direttamente la versione originale e fate prima) si fa vedere e rende comunque parzialmente giustizia al romanzo, che però vi consiglio assolutamente di recuperare e leggere (accidenti, ora ho voglia di rileggerlo anch'io per rispolverare i miei ricordi!)

Trailer

martedì 4 giugno 2019

Melusina - I personaggi

Negli ultimi giorni diversi di voi hanno deciso di farmi commuovere, scrivendo on line o inviandomi in privato le sensazioni e le impressioni che Melusina vi ha trasmesso. Come ho già detto in passato, è un libro per me assai importante e a cui tengo in maniera particolare, perché è stato un esperimento e un'indagine su alcune tematiche che mi hanno toccata, in passato; un libro più cupo della mia media, più di "inferni interiori" e personali che di "mostri & botte" - che pure non mancano. Mi chiedevo come avrebbero reagito i miei abituali lettori, a un'opera del genere; finora, la risposta è stata così entusiasmante che vorrei abbracciarvi uno per uno (e non temete, quando vi incontrerò dal vivo lo farò). Per ora, vi invio un immenso abbraccio virtuale...

... e procedo con il tradizionale dreamcast del romanzo, ovvero gli attori che, se potessi, sceglierei io per interpretare i personaggi di Melusina. Non sono attori su cui ho basato i personaggi; sono attori che ho scelto in seguito, a stesura in corso o conclusa, perché in genere, salvo rare eccezioni, è così che funziona per me. Quindi, il loro aspetto non rispecchia al cento per cento i personaggi, ma ci si avvicina alquanto, soprattutto per i tratti del viso e l'espressività; non stupitevi pertanto se vi dirò "questo, ma biondo" o cose del genere (come capitava per Rafael di Angelize; lo farei interpretare da Ben Barnes, ma in versione bionda, tanto per fare un esempio concreto).
Ecco dunque personaggi e "interpreti ideali" secondo me (non ho le fonti delle foto, che fanno parte della mia immensa cartella di reference, ma nel caso le sappiate segnalatemele; sono immagini diffusissime su miriadi di siti, ma in caso di problemi le rimuoverò prontamente).

Melusina è ambientato tra dicembre 2012 e gennaio 2013 (mentre Né a Dio né al Diavolo è ambientato tra estate e autunno 2010).

Dario Moretti
Nato il 30 novembre 1982, un tremendo Sagittario con ancor più tremendo ascendente Gemelli, è il Master: fa un sacco di cose tranne dormire la notte, causa insonnia, incubi, attacchi di creatività o sesso random con ragazze da frequentare rigorosamente non più di un paio di sere. Un metro e novantadue, capelli neri lunghi e mossi e occhi marroni, tatuaggio di una spada lungo la spina dorsale, muscoli messi su facendo scherma storica, polistrumentista e cantante fondatore degli Omnia Noctis, l'unica band metal decente uscita da Biveno e, prima che il bassista Luca morisse, sul punto di fare il grande salto; al momento della storia, l'unico tour europeo del gruppo con Luca si è anche rivelato l'ultimo. Vive solo (senza nome su citofono, campanello o elenco telefonico, per difendersi dalle ragazze con il cuore infranto che lo cercano sperando in qualcosa di più del sesso) ma nello stesso palazzo dove vivono anche il padre, la matrigna e la sorellastra minore Emilia, l'unico membro della sua famiglia che Dario adora e, come dice sempre, "l'ha tirata su lui". Da sempre in conflitto con qualsiasi autorità, sempre in prima fila nelle manifestazioni di sinistra, sempre guardato come leader e modello di indipendenza da tutti gli amici, di poche parole ma molti fatti e consigli... Almeno, così Dario ha sempre voluto essere: il migliore, qualsiasi cosa facesse. All'inizio di Melusina, l'immagine di sé che Dario ha sempre difeso, e che tutti gli altri conoscono, scricchiola già da un po'...
L'interprete che sceglierei è Aidan Turner, e se lo ricordate già come Hesediel in Angelize avete ragione: d'altronde, anche se Dario non lo sa, il cugino milanese Christian che è morto qualche anno prima di Melusina annegando nella propria auto finita in un fiume è proprio il tipo ombroso diventato Hesediel...

Eva
Volutamente lasciata senza cognome, perché Eva ha l'impressione di non avere origini, un passato, e senza dubbio non ha un futuro: malata terminale di cancro, diciannove anni di vita passata a cambiare infinite città insieme all'unica presenza fissa della sua esistenza, la madre Elena, che le rimane accanto di fronte a ogni difficoltà e rappresenta uno scoglio di speranza e sicurezza a cui aggrapparsi nonostante anche lei, magra e sciupata, cominci a cedere al dolore e allo stress. Eva si sente scivolare via, piena di sogni morti ancora prima di poter sbocciare, e la madre che la incoraggia è insieme una consolazione e qualcuno contro cui sfogare la rabbia di un perché io? senza risposta. Capelli neri rasati cortissimi a causa della chemio, occhi scuri un po' timidi un po' aggressivi, piercing e vestiti neri che ormai rivelano ancora di più la terribile magrezza di un corpo ormai pelle e ossa che la sta tradendo. L'ultima cosa di cui ha bisogno Eva è prendersi una cotta per quell'idiota dalla lingua tagliente, con oltre dieci anni più di lei e una schiera di fangirl, che una sera la trova svenuta vicino al pub Robin Hood e che anche secondo sua madre Elena è una pessima compagnia, che non la merita. L'idiota bellissimo e insopportabile è Dario, ovviamente. Se questo fosse un romance, sarebbe l'inizio di una favola romantica a lieti fine.
Ma questo non è un romance.
Eva dovrebbe essere interpretata, secondo me, da una versione giovane di Noomi Rapace, una delle mie attrici preferite. Elena è la meravigliosa Tilda Swinton.



Alessio Arduini
Nato il 25 marzo 1976, Ariete di segno zodiacale e nel piglio con cui affronta gli ostacoli, quando suona la batteria è "Viking", quando è con Dario è il "brutallaro", lo "scimmione", l'"orso"... il fratello, l'amico che c'è sempre e comunque, quello con cui condividere sbronze, nottate a suonare, serate filosofiche e cazzate immense. Un metro e ottanta, grosso come un armadio, con un'insana fissa per la colazione all'inglese con bacon e (tante) uova, proprietario di un'officina e scapolo forever, con mani che potrebbero stritolare il collo di chi gli sta sulle palle e un passato non proprio limpido tra risse e aggressioni, un passato che, però, Alessio si è lasciato alle spalle da tempo; adesso fa il vice di Dario negli Omnia Noctis, silenzioso e feroce mentre picchia su piatti e pelli. Lunghi capelli biondi e occhi azzurri, spesso con una bandana piratesca sulla fronte - soprattutto quando smanetta con i motori dei clienti o della sua auto, messa insieme con pezzi di carrozzeria di vari colori - e d'inverno nascosto dietro uno sciarpone lunghissimo, è l'unico che a Dario non le manda a dire, l'unico che gli tenga testa... l'unico che Dario vorrà accanto quando le cose arriveranno al punto di non ritorno.
Per me, Alessio ha il volto e l'aspetto di Andy, chitarrista dei My Dying Bride.

Emilia Moretti
Sorellastra di Dario, nonché motivo principale per cui il Master ha ancora qualche rapporto con la famiglia d'origine. Nata il 13 gennaio 1996, Capricorno che adora il fratello ma, ormai adolescenza, si è messa in testa di essere "adulta" e di fargli la predica quando Dario si comporta da "maschio alfa maleducato"; stellina del liceo Classico con intelligenza da vendere e opinioni ben precise, Dario se la portava in spalla alle prove del gruppo quando era piccola e lui doveva farle da babysitter e adesso cerca di farle da protettore e guardiano, che lei lo voglia o meno... Occhiali, ricci biondi ereditati dalla madre Lorella, la donna che ha sposato Giancarlo Moretti quando la prima moglie lo ha abbandonato con un figlio, Dario, ancora alle elementari, e che mai l'ha accettata.
Emilia per me ha il volto di Garance le Guillermic (la ricorderete da L'eleganza del riccio).

Melissa Antonelli
Classe 1985, bionda e occhi azzurri, una brutta relazione con un compagno violento alle spalle, ha conosciuto Dario in palestra alcuni anni prima (come menzionato in Né a Dio né al Diavolo, per chi ha voglia di rileggersi la prima scena al pub... ;-)) e da allora lo frequenta sporadicamente: amici with benefits, naturalmente, quando si incontrano per caso in palestra e nessuno dei due ha altri impegni con amici o partner occasionali per la serata. Melissa si è costruita una carriera come stilista per una ditta che realizza linee di abbigliamento sportive, è libera, indipendente, decisa a proteggersi da chiunque tenti di nuovo di farle del male, emotivamente o fisicamente. I corsi di difesa personale o aikido, però, non la proteggono dal fatto di avere un debole per Dario, che rappresenta solo la scopata di una sera... ormai da più di due anni, e che le porta la colazione a letto prima di sparire senza rispondere ai messaggi per giorni.
Per me, Melissa ha il volto dolcissimo di una giovane Emilie De Ravin.

Pablo Torriani
Compagno di liceo e poi giocatore di ruolo insieme a Dario, è "l'amico ricco" nella cui villa i ragazzi si trovano per le campagne di Dungeons & Dragons. Bello, capelli biondi raccolti a coda e occhi azzurri, ha l'aspetto del bravo ragazzo da telefilm americano, i vestiti firmati e la macchina sportiva; ha sempre visto Dario come un modello e un rivale, ne ha sempre invidiato il carisma e la capacità di rendersi indipendente dalla famiglia, con cui Pablo invece ancora viva. Dopo le superiori i due si sono progressivamente allontanati, anche se l'amicizia è rimasta in piedi e qualche serata a bere e parlare di musica ci sta sempre...
Per me, Pablo è Jackson Rathbone in versione "biondo-occhi azzurri".

martedì 21 maggio 2019

Una giornata qualunque (nella vita di una donna)

Venerdì pomeriggio a Padova. Siedo in un bar e lavoro, carta, penna, computer.
D'improvviso una mano calda mi accarezza la schiena (indosso una maglia senza maniche con un intreccio di laccetti sulla parte posteriore, la parte alta della schiena e le spalle sono scoperte). Mi volto, pensando si tratti di qualche amica padovana capitata per caso nello stesso bar.
No. È un estraneo dallo sguardo vacuo che mi sorride dicendo "Ciao, tesoro..."
Per mezzo secondo rimango sbigottita. Cerco freneticamente nella memoria se conosco questo tizio. La risposta è no, per niente. Il mezzo secondo è passato. Arriva la rabbia. "Come ti permetti di toccarmi? Ma chi cazzo sei? Non ti azzardare mai più a toccarmi!"
Il tizio indietreggia rapidamente, "Scusa, scusa", balbetta, e si infila nel bagno del locale. Due cameriere e un altro cliente - un ragazzo tra i venti e i trenta, pelle color caffelatte e occhi scuri a mandorla, simile a un giovane Clopin come lo interpreta Marco Guerzoni nella versione italiana di Notre Dame de Paris - mi si avvicinano, mi chiedono cos'è successo. Tremo di rabbia e di nervosismo, di vergogna - perché? Non ha senso, ma è così - e di disgusto. Le cameriere confabulano tra di loro ("era ubriaco, ha chiesto da bere..."), il ragazzo aspetta che il tipo esca dal bagno; fortunatamente, quando lo fa parlotta un attimo con le cameriere e se ne va pacificamente. "Clopin" mi sorride con aria di scusa, indicando con un gesto vago il proprio aspetto. "È ubriaco, io non sopporto queste cose ma se lo menassi poi la gente direbbe che sono io il delinquente". Io lo ringrazio di cuore, rispondo al sorriso, e adesso mi vergogno un po' anche per "la gente". Ah, l'Italia di oggi. E penso: "Non preoccuparti. La 'gente' probabilmente direbbe che me la sono cercata perché ho le spalle nude..."
Morale, alle cinque del pomeriggio di un qualsiasi bar del centro di Padova ho una voglia matta di sfregarmi la schiena con il disinfettante e i pugni stretti dalla rabbia.

Non è ancora finita, comunque. Due ore più tardi vado a piedi dalla stazione alla casa dell'amica che mi ospita per il week end, stradine tranquille, piccoli condomini e villette. Un tizio in macchina rallenta e procede a passo d'uomo abbassando il finestrino. Sorriso viscido. "Come ti chiami?..."
Stavolta non c'è neanche il mezzo secondo di stupore, e forse questa è l'unica cosa che mi rallegra: un tempo sarei rimasta inerme, un tempo non avrei stretto i pugni, un tempo avrebbero vinto paura, sbigottimento ed esitazioni: adesso reagisco, e certi vigliacchi filano via se si alza la voce. Prego di non scoprire mai cosa succederebbe se insistessero, ma so che a difendermi, almeno, adesso proverei.
Comunque, sono stanca, ho uno zaino sulle spalle, normalissimi jeans e normalissima giacca di pelle, ma non prendiamoci in giro, 'sto tizio non ha attaccato bottone per chiedermi informazioni. "Sono affari miei."
"Oh, ma dai, ma che ho fatto?..." E continua a procedere alla mia velocità, borbottandomi contro finché sbotto: "Senti, sei il secondo che mi rompe i coglioni oggi, levati dai piedi o finisce male."
"Oooh, ma cosa vuoi, con quel culo lì..."
Riprende velocità privandomi del piacere di cogliere il seguito della frase.

Okay, è venerdì diciassette, ma che diavolo è successo alla gente oggi?...
Poi penso niente. Questa è "la gente", appunto. E il fatto che io sia stata così fortunata da non ricordare altri episodi di questo tipo a Padova, nelle svariate volte in cui ci sono stata, non significa che la fortuna duri per sempre.
D'altronde, oso andarmene in giro da sola alla piena luce del giorno, mi azzardo perfino a indossare una maglia primaverile in un bar mentre mi faccio i fatti miei. Come posso pretendere di non essere considerata una preda?

Questo post riprende quelli scritti originariamente su Facebook: qui e qui. Ripubblicato con commenti qui.

martedì 14 maggio 2019

Frenesia da Salone












Il Salone del Libro di Torino è sempre un'esperienza speciale, uno di quegli appuntamenti imperdibili che consentono di ritrovare amici venuti da tutta Italia, di conoscerne di nuovi, di sguazzare in un bagno di folla a base di libri... un po' come Lucca Comics, ma con i romanzi al posto dei cosplay. Dei cinque giorni di fiera, il sabato è quello in cui tradizionalmente la squadra Gainsworth invade il Salone con panel & firmacopie, e devo dire che quest'anno voi - lettori, curiosi, appassionati, vecchie conoscenze e nuovi arrivati - avete superato ogni aspettativa: quando siamo arrivati davanti alla Sala Argento, alle 15, c'era una coda pazzesca di persone in attesa, tanto che, occupati tutti i posti a sedere, tanti sono stati costretti ad ascoltare in piedi fuori dagli accessi... Che posso dire se non grazie? Ci siamo divertiti, e speriamo vi siate divertiti anche voi.

Foto di Barbara Rocca. Quando diciamo che vi abbracceremo
intendiamo sul serio...
Altrettanto bello e frenetico il giro dei saluti tra gli stand zeppi di libri che - accidenti - avrei avuto bisogno di un muletto per portar via tutti quelli che avrei desiderato; e poi gli incontri con i lettori al banco Gainsworth, far ribollire le penne a furia di firme, leggere i tarocchi - Luca ha avuto la sua fila di consultanti, e qualche volta, per concedergli meritata pausa, gli ho dato il cambio. Incontrare tutti voi, di anno in anno, discutere di progetti, arrossire per i vostri complimenti sempre così entusiasti, immaginare i prossimi eventi... il Salone è tutto questo e molto di più. Grazie, perché ogni volta lo rendete possibile e bellissimo.

E intanto arrivano già le prime recensioni di Melusina, e io sono commossa... <3


Foto di Barbara Rocca. Urban Witches al Salone: Helena Cornell, io, Julia Sienna e Luca Tarenzi




giovedì 9 maggio 2019

Salone del Libro 2019 - si comincia!

Parte oggi uno degli appuntamenti che mi accompagna da più tempo, il ritrovo imperdibile che, almeno dai tempi del ginnasio, non ho quasi mai mancato di visitare. Girare tra stand zeppi di libri, pescare gemme nascoste all'epoca in cui non c'era internet ed era molto più difficile tenersi aggiornati, incontrare amici... questo è sempre stato il Salone per me.

Ultimamente, poi, è anche il ritrovo per tutti gli affezionati seguaci di Gainsworth Publishing, una delle realtà più coraggiose e competenti in materia di fantasy, che seguivo da molto prima di entrare a far parte della squadra. Quest'anno, poi, sono felicissima di veder nascere il (primo) progetto in coppia con Luca Tarenzi (che esce anche con l'edizione paperback di Di metallo e stelle, e se non l'avete ancora letto fatelo, per il vostro bene!), l'antologia Terra senza cielo, che comprende vecchi racconti di entrambi, ripescati da altre antologie o rimasti a lungo inediti, e alcune nuove storie scritte appositamente per questo volume, che mi hanno onestamente deliziato: in particolare, in coda al volume troverete una nostra piccola sfida personale, scrivere ciascuno un racconto utilizzando i personaggi dell'altro.

Non meno felice sono, poi, di tenere finalmente in mano Melusina, un romanzo che mi è costato molto scrivere, in termini emotivi, e che prosegue la mia piccola mitologia personale della cittadina di Biveno, che, come ho spiegato più volte, è immaginaria ma ispirata fortemente alla mia Biella. Per tutti quelli che me l'hanno chiesto: sì, il libro è ambientato qualche anno dopo Né a Dio né al Diavolo, ma è autoconclusivo e si può leggere anche senza aver letto l'altro; una delle comparse di NaDnaD è il protagonista di Melusina, e un paio di personaggi di NaDnaD fanno da comparse in questo, ma al di là di queste piccole strizzate d'occhio (e di un'altra legata ad Angelize), il volume è totalmente indipendente. Ed è stato un esperimento, per me, sotto diversi aspetti, non ultimo confrontarmi con numerosi personaggi femminili (non è un mistero che io abbia sempre prediletto utilizzare protagonisti maschili) e proporre un romanzo in cui gli inferni interiori dei personaggi sono al centro della storia, indipendentemente dalla presenza dell'elemento fantastico. Insomma... mi direte. Ma io rimango affezionata a questo libro, e al suo protagonista testardo come un mulo...
Dimenticavo! In coda al romanzo troverete anche, in anteprima speciale, il primo capitolo del prossimo, in uscita nel 2020; potrete così avere un assaggio di cos'è successo a Ivan & Co di Né a Dio né al Diavolo nel frattempo... Il terzo volume della serie ambientata a Biveno, infatti, pur avendo una storia autoconclusiva, rimette in scena i personaggi dei due libri precedenti... e mi ha divertito così tanto scriverlo che vorrei già averlo tra le mani!

Per tutti, ci vediamo di persona al Salone sabato 11 maggio, alle 15 in Sala Argento per il panel Brutti dentro o brutti fuori? sull'evoluzione della figura del mostro, insieme a Luca Tarenzi, Julia Sienna e Helena Cornell. Subito dopo, dalle 16 in poi, ci si vede allo stand Gainsworth (H15, padiglione 2) per firmacopie, chiacchiere, abbracci, duelli, lettura di tarocchi e party selvaggio. A sabato!



mercoledì 1 maggio 2019

Terra senza cielo

Secondo cover reveal della settimana ;-) l'antologia che riunisce racconti inediti o ripubblicati, scritti da me e da Luca Tarenzi. Inutile sottolineare quanto tenessi a realizzare questo progetto, anche perché è stato sia una passeggiata sul viale dei ricordi, sia un modo per ritrovare e vivere nuove avventure con alcuni dei personaggi che più ho amato, miei e suoi: Lucifero, Uriel, Siaghal... Anche "Terra senza cielo" lo troverete al Salone di Torino, stand H15 padiglione 2, a partire dal 9 maggio!
La copertina è del bravissimo Alberto Del Lago.

La quarta di copertina: "Che cosa accade quando due universi, nati per restare divisi e indipendenti, collidono l'uno sull'altro perché si assomigliano troppo? Qualcuno lo chiamerebbe un meraviglioso cataclisma. Qualcun altro, la peggiore tra le idee che due divinità creatrici potrebbero avere dopo una notte di sbronza cosmica. Ma sarete voi lettori a decidere, perché è esattamente quel che troverete in queste pagine: due ben noti autori di urban fantasy, Aislinn e Luca Tarenzi, che raccolgono le loro storie finora inedite o pubblicate molto tempo fa – storie vecchie, antiche e nuove, riemerse da cassetti dimenticati o scritte solo pochi giorni fa – e le gettano tutte nella stessa arena, per il puro gusto di vedere che succederà. Per il loro ma soprattutto per il vostro (sadico) divertimento.Storie epiche, tragiche, buffe e spesso un po’ blasfeme, di angeli precipitati in Terra e demoni in fuga dall’Inferno perché non hanno voglia di lavorare, di divinità smemorate che vivono di espedienti e di stregoni teenager che forse avrebbero dovuto studiare di più, di duelli a colpi di spade infuocate per le strade delle nostre città e di apocalissi involontarie rovesciate sul mondo a ritmo di metal. Ma soprattutto storie di persone – siano esse dèi, mostri, superuomini o comuni mortali – che si trovano ad affrontare con i propri mezzi più o meno soprannaturali le stesse domande che ciascuno di noi deve affrontare ogni giorno: perché siamo qui, che senso ha tutto questo, che cosa dobbiamo fare gli uni degli altri e delle maschere che indossiamo continuamente nella grande, interminabile commedia dell’esistenza."


lunedì 29 aprile 2019

Il mio nuovo romanzo: Melusina - cover e trama

Ci siamo! Non so dirvi quanto sono emozionata nel condividere finalmente con voi titolo, cover e trama del mio nuovo romanzo urban fantasy, un esperimento che mi ha coinvolto tantissimo e che sono ansiosa di tenere tra le mani... a partire dal Salone del Libro (dal 9 maggio, Padiglione 2, Stand H15). È un libro in cui ho riversato un sacco di incubi, e con il quale ho voluto affrontare personaggi diversi dal mio solito: ci sono molte più figure femminili, tanto per dirne una, e ve le presenterò nelle prossime settimane. E poi c'è lui, Dario, che è - ecco, lo dico - il mio preferito in assoluto tra tutti i personaggi che ho creato, insieme a Lucas di Né a Dio né al Diavolo. Lo prenderei a sberle ogni tre per due, eh, ma ci sto bene, nella sua testa. Ve ne parlerò presto.

Dunque, ecco a voi intanto l'anteprima di Melusina; ancora una volta la splendida copertina è opera di Davide Nadalin.



LA TRAMA: Dario è sempre stato un leader. Il Master. Il guerriero. Il cantante della band metal Omnia Noctis, il tipo silenzioso, affascinante e sicuro di sé che tutte le donne inseguono e che gli uomini invidiano. Ma quando si sale su un piedistallo così alto, cadendo ci si fa molto più male degli altri, e adesso che la sua vita è in pezzi e soltanto la droga riesce a tenere a bada gli artigli dei suoi demoni interiori, l'unica cosa che conta è nascondere il problema e rialzarsi da solo, prima che qualcuno – come Alessio, il cupo batterista del gruppo, deciso a impicciarsi degli affari suoi, o Melissa, l'unica avventura di una notte da cui Dario continua a tornare – si accorga che il «Master» si sta autodistruggendo poco a poco.
Di sicuro, Dario non ha tempo per badare a Eva, diciannove anni, nessun amico, nessun futuro: la
malattia le sta consumando il corpo e le speranze e a Biveno, la noiosa città di provincia in cui è appena sbarcata con la madre, non può far altro che vegetare in attesa della fine sempre più vicina. E quando sviene in un angolo isolato della campagna piemontese e a soccorrerla è proprio Dario, prendersi una cotta per quel tizio tanto bello quanto insopportabile è l'ultima cosa di cui ha bisogno. Ma questa non è una storia d'amore e principi azzurri. E in città, di notte, gira qualcosa di affamato. Qualcosa che è fatto di ombre e tra le ombre striscia. Qualcosa che uccide. Come negli incubi sempre più spaventosi di Eva...

ESTRATTO: “Se solo pensava a lei, i suoi muscoli si irrigidivano, e combattere, difendersi, fuggire diventavano imprese assurde. Se solo la guardava, l'eco di quella voce – resta – risuonava nella sua mente, palese, ora, ma non per questo meno potente. E allora doveva stringere la presa sul piano della scrivania non per sostenersi, ma perché altrimenti avrebbe ceduto all'illogico impulso a inginocchiarsi e attendere che lei... Lo mordesse ancora.”

In più, una sorpresa: in coda al romanzo troverete in anteprima il capitolo iniziale del prossimo romanzo, il terzo della serie urban fantasy ambientata nella mia immaginaria Biveno... insomma, ritroverete Ivan & co di Né a Dio né al Diavolo!

In attesa dell'uscita, vi lascio con la mia personale colonna sonora di Melusina. Un abbraccio a tutti!

martedì 23 aprile 2019

Cover reveal del nuovo romanzo!

Avete finito le uova di Pasqua? Le sorprese però non sono ancora terminate! Vi aspetta il cover reveal del mio nuovo romanzo urban fantasy lunedì 29 aprile alle 10! I blog e le pagine Facebook che parteciperanno sono già tantissimi, se volete aggiungervi scrivetemi in privato su Facebook o contattate direttamente la pagina Gainsworth Publishing. Il romanzo uscirà a metà maggio, al Salone del Libro di Torino, dove mi troverete sabato 11 a firmare le copie e partecipare al consueto panel in compagnia di Luca Tarenzi, Julia Sienna e Helena Cornell. Non vedo l'ora di svelarvi titolo, trama e copertina! E di riportarvi nella mia Biveno... 💚

In più, il romanzo conterrà un'anteprima specialissima: il primo capitolo del terzo volume della serie! Per vedere che fine hanno fatto Lucas, Ioan, Ivan & co... ;-)