Né a Dio né al Diavolo

In uscita per Gainsworth il 10 maggio 2018: "Né a Dio né al Diavolo" con la splendida copertina di Davide Nadalin!
La trama:

Biveno. “Capitale del nulla”. Sessantamila anime dimenticate da Dio ai piedi delle Alpi piemontesi. Da lì un giorno d’estate del 2010 parte una macchina diretta a un colossale festival metal in Germania, con a bordo il terzetto peggio assortito della storia: Ivan, senza lavoro ma con qualche segreto, depresso con l’orlo del baratro a portata di mano; Tom, idraulico per professione e giullare per vocazione, troppo abituato a fingere di essere un idiota; e il tizio silenzioso che tutti chiamano Lucifero, capelli lunghi e occhiali scuri d’ordinanza, vampiro da quasi quattrocento anni. E non serve a nulla che lui parli tranquillamente della sua vera natura, tanto nessuno ci crede, Tom meno di chiunque altro. Dovranno cominciare a balenare gli artigli e a scorrere il sangue perché i due ragazzi si rendano conto che frequentare un mostro non è innocuo come una canzone black metal. Men che meno un mostro che si trascina dietro amanti immortali, vendette secolari e una sete che nulla al mondo può spegnere. Ma le notti sono lunghe a Biveno, e c’è tempo per imparare...

“Il sangue gli riempiva la gola. Inzuppava la paglia. Lui tremò, tremò più forte. Scivolò su un fianco. Il respiro era più faticoso. Un'ombra gelida sommerse la cella, lo strinse in un'ultima morsa. Era un buio aggressivo, eppure quasi rassicurante. Tutto scorreva via. Anche le parole si perdevano, e se pure avesse avuto ancora voce, le parole che gli rimanevano non le avrebbe rivolte né a Dio, né al diavolo. La promessa che aveva infranto non l'aveva fatta nel loro nome.”

Il libro su Goodreads e su Anobii
Su Amazon potete leggere un corposo estratto dal libro (cliccate sulla copertina nella versione Kindle per sbirciare i primi capitoli), oltre alle recensioni dei lettori; ne trovate anche sulla pagina del romanzo su Ibs
Citazioni da Né a Dio né al Diavolo

Il "cast": ovvero, gli attori che sceglierei per interpretare i miei personaggi (e qualche curiosità su questi ultimi, senza spoiler)

Segnalazione su Grazia: dieci thriller per l'estate
Recensione su Duels
A Stranimondi in ristampa!

Intervista per La Stampa online
Intervista per La Stampa - Biella
Intervista in quattro parti su SeMePi: uno - i vampiri; due - il metal; tre - l'Aislinnverso; quattro - l'urban fantasy.
Intervista su Minuti Contati.

Colonna sonora del romanzo: YouTube. E se siete curiosi di saperne di più e conoscere il motivo per cui ho scelto queste canzoni...
Terzo capitolo: Butterfly FX - Moonspell
Quarto capitolo: Cemetery gates - Pantera
Quinto capitolo: For her pleasure - Tiamat
Ottavo capitolo: Mad world - Gary Jules
Capitolo 12: Ghostsong, Moonspell


Dicono del romanzo:

Aislinn, autrice di punta della scena urban fantasy italiana, con il suo ultimo romanzo lavora in questo senso ma non si limita a premere l’acceleratore. Ci mette sopra un mattone e corre rombando a tutta velocità lungo l’autostrada delle emozioni, delle paure, dei desideri e delle ferite più dolorose di un gruppo di personaggi su cui fa un lavoro di approfondimento smodato e viscerale. Né a Dio né al Diavolo(Gainsworth Publishing, pag. 464, euro 20) è un atto d’amore, e talvolta di rabbia, verso creazioni letterarie per le quali l’autrice esprime le proprie forti emozioni con una scrittura di pancia, per quanto pulita, che non lascia spazio a equivoci pur evitando accuratamente, e con evidente perizia tecnica, il facile melodramma. Il meccanismo del gioco è semplice: a Biveno, il paese immaginario presso cui si svolge la vicenda, le vite di un gruppo di ragazzi come tanti altri si mescolano con quelle di vampiri con una storia di secoli alle spalle in una reazione esplosiva ricca di sangue, dramma, amore e morte. Tutto qui, più o meno. Ma non è che serva altro. Diretto, lineare e di un’emotività potente, Né a Dio né al Diavolo non ha bisogno di essere altro, mette in scena dei personaggi forti, tutti nessuno escluso, e li lascia lavorare, ed è quello che loro fanno. Interagiscono fra loro, lasciando che la storia si scriva praticamente da sé, e catturano il lettore che li ama, li odia, si incazza con loro e per loro ha paura ma non può negare che qualcosa, fra l’inguine e lo stomaco, s’è mosso. Il lavoro di Aislinn è coraggioso, una lettura superficiale rischia di farla stupidamente classificare come un epigono di Anne Rice quando, in realtà, l’autrice è in grado, con la sua voce personale e profondamente sentita, di rileggere e modernizzare un canone fra i più sfruttati della letteratura moderna e contemporanea. Senza tanti fronzoli, un cazzotto al fegato e uno al cuore. - Stefano Tevini, Duels

I vampiri non esistono, lo sanno tutti.
Ma se si scoprisse che, contrariamente a quanto noi e chiunque altro sappiamo, i vampiri esistono… come si reagirebbe?
Cotte adolescenziali da paranormal romance?
Immediata accettazione del tutto, e magari investigazioni per saperne di più sul mondo oscuro che si è schiuso davanti ai nostri occhi?
O, piuttosto, un sano e incontrollabile terrore verso questi cadaveri ambulanti, pallidi e gelidi, predatori assetati di sangue… del tuosangue?
In una situazione reale, la reazione realistica sarebbe il terrore.
E qui è quello che troviamo. La negazione, poi il terrore, la paura, il desiderio di starne più lontano possibile.
La rabbia verso chi invece sembra non accorgersi del pericolo, i tentativi di tenere l’amico al sicuro.
E il bello è che anche l’attrazione dell’amico per il vampiro non è un sentimento banale.
Non è curiosità, non è idiozia, non è ipnotismo né coraggio né altro.
La ragione per cui Ivan si fida di Lucifero e non vuole perderlo è complessa e profonda, e alla fine non si può fare altro che dare ragione a entrambi, alla paura e alla diffidenza di Tom e alla fiducia e all’amicizia di Ivan.
E quando la situazione precipita, questa ragione che diamo a entrambi gli amici, per quanto di idee opposte, non viene mai messa alla prova: capiamo subito perché Lucifero si comporti come si comporta, non ci inganna neanche per un secondo.
Ma l’ingresso in scena di altri vampiri è gestito molto bene, alla fine niente è ciò che sembra (tranne che verso la fine, ovviamente). I motivi per certi comportamenti, le ragioni che muovono Lucifero, Jesus e Bianca, le loro storie, il loro passato. I secoli di non vita, e tutto quello che ne consegue.
Molto belli e interessanti anche i flashback sul passato di Lucifero, che ci mostrano l’uomo prima del vampiro, la sua vita, i pericoli dovuti sia a un padre che si spacciava per stregone nell’America puritana del diciassettesimo secolo, sia al crimine gravissimo dei suoi affetti. Anche qui complimenti all’autrice per come ha reso il rapporto tra Lucas e Ioan, integrandolo in un periodo oscuro della nostra storia.
Ah, giusto.
E poi c’è lei.
Mircalla, la ragazza metallara e gothic, dolcissima e fin troppo buona e comprensiva. Un personaggio che non si può non amare, e che fin dalla sua seconda apparizione fa scattare l’istinto di protezione: guai all’autrice se gli succederà qualcosa di bruttissimo. O se si rivelerà essere un mostro. Malgrado la quasi certezza che ciò accadrà.
Un personaggio che sembra uscito da un manga, e contemporaneamente da un raduno metal, dal pub che si è sempre frequentato, da un raduno di giochi di ruolo… reale e al contempo ideale.
Insomma, miglior personaggio del libro.
Mi spaventa un po’ la mia reazione da fanboy, lo ammetto.
Piacevole, in chiusura del libro, trovare la playlist dei singoli capitoli.
L’avessi trovata prima, magari avrei provato a leggerlo con le canzoni in sottofondo, quando possibile.
Un’altra piacevole scoperta è stata invece il fatto che nei prossimi due anni usciranno altri due romanzi ambientati nello stesso mondo letterario, e legati (quando più, quando meno) a questo libro.
Quindi ritroveremo alcuni dei personaggi, e sicuramente le atmosfere che ci hanno catturato.
Consigliatissimo. - Gabriele - La Torre di Tanabrus

Voglio che tornino i vampiri che fanno venire gli incubi, che possono stare al sole con un leggero mal di testa, che hanno bisogno di nutrirsi o muoiono di fame. E soprattutto che considerano l'innamorarsi e creare legami umani come un problema, perché sono immortali e la gente, si sa, prima o poi muore. Ma che restano comunque umani e insomma il cuore è un brutto organo.
Quelli di Aislinn si ispirano al folklore e a Stoker. Il caro buon Stoker che troppi tirano fuori per rovinarlo (come la Austen, povera Austen), ma che Aislinn ha saputo usare a meraviglia.
Nel mondo di Aislinn i vampiri possono formarsi in molti modi, alcuni che non sapevamo nemmeno esistessero, ma a quanto pare la superstizione dei villici dice il contrario. E non vi dico quali perché se no vi levo la parte più bella (...) In Angelize c'era una piccola sfumatura rosa, ma non prendeva tutto il libro. Era come un bonus: “sangue-morte-distruzione! Oh, e loro due stanno assieme. SANGUE-MORTE-DISTRUZIONE!”
Anche qui abbiamo una cosa simile, ma più approfondita. L'amore c'è, ed è anche un sentimento molto importante, ma non è il centro della storia. È una bella parentesi e per due personaggi è un continuo rigirare il dito nella piaga e porca vacca c'è un punto in cui non saprete che fare. E sto zitta altrimenti vi rovino tutto (...) È vero, Biveno è inventata, ma è basata su tre città: Biella, Vercelli e Novara. Quindi credibile e sembra quasi di poterci camminare (...)
La BROmance c'è e ci piace.
Tom, come ho già detto, è il Samvise Gamgee di Biveno e Ivan... no, non è Frodo. Non c'ha anelli da portare ed è più masochista. Ivan è... un poveraccio che ha bisogno di essere abbracciato. E Tom non lo abbraccia, ma ci manca poco (...) La loro amicizia è tra le cose che ho apprezzato di più perché non è perfetta. Hanno un momento di crisi e ho seriamente pensato che qualcosa si sarebbe rovinato, che alla fine ognuno sarebbe andato per la sua strada e tanti saluti. Invece no, tornano amici e possono continuare a fare gli scemi. Meno male. - Salem, Il Sospiro del Muflone

Aislinn scrive benissimo. Ha uno stile scorrevole, fluido, appassionante, non ha davvero niente da invidiare a tanti autori di bestseller che vendono centinaia di migliaia di copie. Con Nè a Dio nè al diavolo ha costruito un mondo (che mi pare di aver capito essere lo stesso dei due romanzi di Angelize, che a questo punto dovrò recuperare…) complesso, coerente, pieno di personaggi realistici e dal background interessante. Il vampiro Lucifero, che sconvolge le vite di questo duo di metallari, non è il classico stereotipo belloccio dal canino pronunciato, ma un personaggio tormentato e pieno di sfaccettature. Come lo sono anche tutti gli altri che prendono parte alla storie, che siano umani o zannuti. Aislinn non ha preso pari pari il vampiro tradizionale di tutte le storie da Dracula in poi, ma ha inserito intelligentemente alcuni particolari che vengono da leggende più antiche, e ha ignorato bellamente altre caratteristiche che diamo solitamente per scontate (come l’impossibilità di esporsi al sole). Il risultato è che la storia ti prende immediatamente, ma riesce anche a essere personale, non scontata.
Sto facendo un sacco di complimenti all’autrice perché sento che ci vorrebbero più romanzi così, d’intrattenimento ma capaci di parlare di argomenti delicati (la depressione, il suicidio), pieni di riferimenti e dettagli a dischi, film, serie tv amate ma aperti a tutto il pubblico, divertenti, appassionanti, che non temono di picchiar duro quando serve, con personaggi che impari a conoscere e restano con te.
Un urban fantasy tutto italiano coi controcoglioni. Consigliato
- Michele, Cumbrugliume

Né a Dio né al Diavolo è scorrevole, dinamico, compagnone; nel senso che ti tira dentro alla storia, a fare compagnia ai personaggi, ti invita a partecipare ai botta e risposta, a prenderli in giro. È parte di quel fantasy italiano che poco a poco sta conquistando un suo spazio nel mercato editoriale, un fantasy non esterofilo, ambientato in contesti che abbiamo vicino, che conosciamo bene. Qualcosa di cui, fino a pochi anni fa, si sentiva moltissimo la mancanza La Leggivendola - Penne Matte

La storia è interessante, soprattutto la parte ambientata nel “passato” che è molto angosciante e che da un’idea molto chiara di come doveva essere il pezzo di mondo in cui si svolge la storia all’epoca. Non mi dispiacerebbe leggere, in un futuro libro, altro sul passato di alcuni dei personaggi, in epoche diversa dalla nostra. Ho, ovviamente, apprezzato i personaggi, tra tutti Mircalla ma devo dire che sono tutti personaggi, sia gli umani che i vampiri, molto “veritieri”. Si vede che hanno tutti delle motivazioni ben precise, che hanno un passato vero e non sono stereotipati (...) Uno dei pregi di questo libro, oltre ai protagonisti, è l’ambientazione. Aislinn ha ambientato la vicenda nella finta cittadina piemontese di Biveno, una cittadina italiana di provincia anonima ed è riuscita a cogliere perfettamente l’atmosfera e la “vita” di un luogo del genere. Mi sembrava di stare veramente a Biveno, ho avuto anche il dubbio che esistesse veramente. I vampiri di Aislinn sono tormentati e maledetti, come è giusto che sia, con qualche aspetto classico dei vampiri ed altri ripresi direttamente dal Dracula originale di Bram Stoker e spesso dimenticati nelle altre incarnazioni dei succhia-sangue. E’ molto… inusuale, inoltre, l’origine di uno dei vampiri che mi è piaciuta davvero molto, è un aspetto davvero raro che, a quanto sappia io, non è quasi mai stato usato in letteratura o nel cinema\tv. Poi ho assolutamente adorato tutti i riferimenti nerd e ai giochi di ruolo (non sono così metallaro da capire tutti i riferimenti sul metal XD) e ho colto pure il riferimento ad Angelize! Ciliegina sulla torta la bellissima intervista che Luca Tarenzi ha fatto ad Aislinn e che si trova alla fine del libro, davvero un tocco di classe per finire questa lettura. Insomma “Né a Dio né al Diavolo” mi è piaciuto moltissimo, è uno dei libri migliori che ho letto quest’anno finora e spero presto di leggerne il seguito. Imperatore Bianco - Castel Oricalco

Diciamocelo, stavamo aspettando un libro italiano di questo genere: non so voi, ma io ho bisogno di sapere che tutto non succede soltanto in cittadine americane abbandonate da Dio con nomi improbabili come Riversville, con protagonisti quei cittadini spocchiosi della middle class di cui conosco lo stile di vita solo grazie alle serie americane e ai film. No, il grande atout di questo libro è di essere nostrano, di immergerci in un'atmosfera che è simile a quella dei paesini in cui siamo cresciuti (Biveno assomiglia alle cittadine anonime vicino a cui ho vissuto), e di presentarci protagonisti che hanno lo stesso carattere del nostro vicincompagno di banco di scuola e la risata dell'amica con cui andavamo ai concerti quando eravamo adolescenti.
Un altro punto forte è la scrittura. Diamine, Aislinn sa come scrivere bene. Non (solo) nel senso di fare delle belle frasi - e le sa fare -, ma (pure) di come tenere il ritmo, stilisticamente parlando, in un intero paragrafo, capacità che sta diventando sempre più rara.
Altra cosa interessante sono i personaggi: è difficile trovare qualcuno che sappia rendere un personaggio credibile dall'inizio alla fine. Beh, in "Né a Dio né al Diavolo" tutti sono, beh, deliziosamente "reali"
- Dave Nykeron su Facebook.

Leggendo da una parte mi sembrava di rivivere la mia vecchia campagna di gioco di ruolo di Vampiri (Vampiri a Novara nel nostro caso). Dall'altra parte era così facile tornare alla me stessa di qualche anno fa, a certe amicizie, a certi pub, e sentire quasi che forse in quegli anni un vampiro vero avrei potuto averlo sfiorato, tanto Aislinn riesce ad ancorarli a quella realtà.
Sicuramente, leggendo questo romanzo, su di me ha giocato un po' l'effetto nostalgia, la sensazione di leggere una vicenda fantastica ma, per assurdo, così vicina al mio vissuto che quasi avrebbe potuto essere vera.
Poi però c'è la prosa. Diciamocelo chiaramente, la prosa del fantasy, sopratutto quello tradotto, è spesso sciatta. Bruttarella. Ci sono libri che ho amato, perché comunque a me il fantastico piace, ma che ho chiuso con un sospiro che diceva "se solo fosse stato scritto meglio". C'è anche quest'idea che solo perché un romanzo è leggero, è dichiaratamente d'intrattenimento, deve essere scritto in modo semplice. Aislinn sa scrivere in modo elegante. È un piacere da leggere. Perché "scorrevole" e "leggero" non vuol dire "piatto" (...) Ecco, questi sono due libri che mi hanno fatto dimenticare i loro autori. Mi hanno fatto entrare nella storia, mi hanno portato con i loro personaggi e che siano "fantasy a km0" lo ricordo adesso, non mentre li leggevo. Se la giocano con molti best seller internazionali, alla faccia di chi dice che il fantasy non è roba nostra.
- Tenar, Inchiostro, fusa e draghi

Ho letto così tanto romanzi sui vampiri che, arrivata a un certo punto, ammetto che mi erano venuti a noia. Il mio grosso problema erano i romanzi moderni: non riuscivo più a trovare qualcosa che mi entusiasmasse, qualcosa di originale che riuscisse a coinvolgermi e appassionarmi. C’è voluta Aisslin per farmi tornare ad amare i vampiri, con un romanzo accattivante che cattura grazie a uno stile fluido e incisivo nonché a una trama imprevedibile e coinvolgente. Ad affascinarmi di più sono stati sicuramente i personaggi originali, complessi, realistici nelle loro umane imperfezioni. Personaggi ben caratterizzati che prendono vita pagina dopo pagina lasciando un segno nel lettore.
Un romanzo consigliatissimo agli amanti dei vampiri e a quelli che cercano una sferzata di novità senza però rinunciare al meglio del genere, ma anche a tutti quelli che vogliono storie ricche di spessore e azione capaci di unire qualità e intrattenimento.
- Paola Boni

Questo libro non è come gli altri, non è una storia gonfiata che “fa figo” no, è una storia ben scritta, che si prende i suoi tempi per portarvi a Biveno, per farvi conoscere i personaggi e le situazioni. Insomma, roba per gente che il genere lo mastica. No, niente vampiri luccicanti, niente influenze di sottogeneri, niente Stokerismi o altro, solo vampiri. E allora perché leggerlo? Ebbene perché è così che si scrive un vero urban fantasy, senza fronzoli, senza citazioni, senza dover tirare in campo altro. Lo so che non è quello che mediamene gli editori ci propongono, ma non per questo ha meno valore del resto.
Parliamo di vampiri. Chi mi segue sa che ho un certo numero di romanzi del genere sulle spalle e di solito non me ne lascio sfuggire se posso. Quindi vediamo dove collocare questi nuovi arrivati: partiamo con il presupposto che sono piuttosto classici e poco romantici. Hanno un loro fascino e non brillano (lo so che sono solo quelli di Twilight a farlo, ma è sempre meglio ribadire e festeggiare del fatto che non siano simili), non si trasformano in nebbia, non mutano in forma di pipistrello, e (Aislinn grazie, ormai li temevo estinti) non provocano piacere mentre prendono il sangue dalle loro prede. Insomma, sono tipi cazzuti, che temono la luce ma possono vivere anche di giorno, con forza e sensi accurati e un passato che è il punto di forza della storia.
I personaggi si snodano in due tempi narrativi, quello del presente dove Tom scopre che Lucifero non è un tipo semplicemente goth che si spaccia per vampiro, e quello del passato dove scopriamo come Lucifero sia nato. Inizialmente temevo che questi passaggi temporali rompessero il ritmo della storia e invece sono le pause giuste per andare nel passato e approfondire che persona fosse e cosa lo ha reso il vampiro solitario che è.
La narrazione presente è interessante, Ivan è il protagonista principale e lui ha già un trascorso con il misterioso vampiro; Tom è caratterizzato in maniera magistrale, e scopre a sue spese che il misterioso amico di Ivan altro non è che un terribile, e lo fa seguendo un pensiero razionale (...) In definitiva un ottimo libro di vampiri. Niente di più niente di meno? No, volendo ci potrete trovare parecchie ship anche per chi ama i romance (non aggiungo nulla perché sarebbe spoiler). Cinque stelle per l’autrice italiana che ha sempre fatto sentire la sua voce con libri diversi e fuori dai soliti schemi.
- Alice Chimera, I libri della Chimera

















Cover reveal "a blog unificati" lunedì 23 aprile alle ore 11: elenco dei blog partecipanti al flash mob

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La Leggivendola http://laleggivendola.blogspot.it/2018/04/ne-dio-ne-al-diavolo-di-aislinn-flash.html
Il sospiro del muflone http://ilsospirodelmuflone.blogspot.it/2018/04/nadnad-cover-reveal-sveliamo-il-mistero.html
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Il portale segreto http://ilportalesegreto.blogspot.it/
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Il bello di esser letti http://ilbellodiesserletti.blogspot.it/2018/04/flash-mob-cover-reveal-del-nuovo-libro.html

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